martedì 28 agosto 2018

Asia, non nel suo nome

Era la peggiore tra noi. E’ stato chiaro subito, fin dall’inizio. Asia Argento che accusava di violenza sessuale il pur credibile produttore maiale. Proprio lei, la trasgressiva figlia del maestro dell’horror, che sulla fama e i soldi del papà aveva costruito una carriera di modesta attrice e imbarazzante regista attraversata da eclatanti annunci di perversioni varie. Manifesto indimenticabile della sua vita ribelle fu la foto a quattro zampe e in stivaloni di latex mentre baciava un rottweiler "alla francese".

martedì 7 agosto 2018

Dalla vergogna alla gogna degli haters


E' dura vivere nell’era dei social se non hai un aspetto fisico che rientra nei canoni della bellezza mediaticamente statuita. La lingua inglese, forse per la sua immediatezza, ha maggior efficacia della nostra: “body shaming”, cioè vergogna del corpo, restituisce subito l’essenza della gogna a cui su internet vengono sottoposti tutti coloro che mostrano sui social difetti e imperfezioni, anche minimi. Sono quasi sempre donne. Basta non essere magrissime e pure sexy e pure con le tette grosse e sode e con il culo marmoreo, e subito scatta la pubblica umiliazione. Che è terribile, spietata, come non ci si immaginerebbe da qualcosa che, in fondo, arriva dallo schermo di un pc o un telefono. Invece la portata di quest’odio virtuale è enorme: quasi uno sfogo onnipotente di cattiverie, colpi bassi e rabbia astiosa che sfiatano dietro la protezione di un account falso o una foto-profilo mendace.