sabato 1 settembre 2018

Il giorno più bello dei Ferragnez

Sono eccessivi. Fanfaroni. Megalomani. Chiara Ferragni e Fedez convolano a nozze e, già pesando sui cosiddetti a molti per la loro amena vita da miliardari documentata in diretta sui social, adesso raggiungono l’apice del protagonismo con i lunghi festeggiamenti per il matrimonio del secolo, celebrato a Noto.
Harry e Meghan scansateve, i Ferragnez sono di più. Più glamour, più fotografati, più likati, invidiati, amati e odiati, forse pure più ricchi. E fanno le cose più in grande: ai fortunati ospiti dell’evento hanno riservato un volo Alitalia con gadget ad hoc, compresa un’edizione di caramelle M&M’s con le sigle degli sposi.

martedì 28 agosto 2018

Asia, non nel suo nome

Era la peggiore tra noi. E’ stato chiaro subito, fin dall’inizio. Asia Argento che accusava di violenza sessuale il pur credibile produttore maiale. Proprio lei, la trasgressiva figlia del maestro dell’horror, che sulla fama e i soldi del papà aveva costruito una carriera di modesta attrice e imbarazzante regista attraversata da eclatanti annunci di perversioni varie. Manifesto indimenticabile della sua vita ribelle fu la foto a quattro zampe e in stivaloni di latex mentre baciava un rottweiler "alla francese".

martedì 7 agosto 2018

Dalla vergogna alla gogna degli haters


E' dura vivere nell’era dei social se non hai un aspetto fisico che rientra nei canoni della bellezza mediaticamente statuita. La lingua inglese, forse per la sua immediatezza, ha maggior efficacia della nostra: “body shaming”, cioè vergogna del corpo, restituisce subito l’essenza della gogna a cui su internet vengono sottoposti tutti coloro che mostrano sui social difetti e imperfezioni, anche minimi. Sono quasi sempre donne. Basta non essere magrissime e pure sexy e pure con le tette grosse e sode e con il culo marmoreo, e subito scatta la pubblica umiliazione. Che è terribile, spietata, come non ci si immaginerebbe da qualcosa che, in fondo, arriva dallo schermo di un pc o un telefono. Invece la portata di quest’odio virtuale è enorme: quasi uno sfogo onnipotente di cattiverie, colpi bassi e rabbia astiosa che sfiatano dietro la protezione di un account falso o una foto-profilo mendace.

venerdì 15 giugno 2018

L'animale femmina

Ho letto “L’animale femmina” di Emanuela Canepa in un giorno e mezzo. Anzi, mezzo e uno: i primi capitoli in mezza giornata, poi, quando è entrato in scena Ludovico Lepore, ho dovuto proseguire fino all’ultima pagina senza potermi fermare. Perché l’anziano e coltissimo avvocato è un personaggio che cattura e non molla.

giovedì 7 giugno 2018

L'ultima notte di Antonio Canova

L’imperatore della ragione di stato, il geniale artista conteso dalle corti europee, la giovanissima sposa immolata al ruolo di fattrice per il trono di Francia. “L’ultima notte di Antonio Canova”, terzo romanzo di Gabriele Dadati edito da Baldini+Castoldi, è la storia di un triangolo amoroso e seduttivo, che inizia dalle fonti storiche per poi addentrarsi nella materia inafferrabile dell’animo umano, dove verità, ipotesi e teorie restano affidate alla potenza creativa della letteratura.

martedì 22 maggio 2018

Premi della vergogna


Dopo l’annullamento del Nobel per la letteratura, molti amici scrittori sono insorti rivendicando, giustamente, la separazione tra arte e vita dell’autore. Perché se è vero che il provvedimento dell’Accademia svedese è stato motivato con una stigmatizzazione di personaggi che siedono nella giuria e sono stati accusati di molestie sessuali, è altrettanto vero che tanti premi letterari nel tempo sono stati assegnati a scrittori che, oltre la magnificenza delle loro pagine, non brillavano per onestà. Alcolismo e droga, violenza sessuale e non, tradimenti, abbandono della famiglia, costellano la biografia di molti eccelsi romanzieri: da Rimbaud a Bukowski, da Fitzgerald a Raymond Carver.
Genio e sregolatezza, i “maledetti” che traggono dalla dissolutezza la linfa stessa della loro arte. Da qui la levata di scudi: le nefandezze private non possono giustificare, in nome della morale, un’esclusione dall’Olimpo delle Lettere che, implicitamente, insieme all’autore nega grandezza all’opera.

lunedì 21 maggio 2018

Miden


Violenza, miseria, disoccupazione, fallimento, crollo degli ideali. E’ il mondo contemporaneo come lo conosciamo, un’età di declino con poche possibilità di redenzione. Ma c’è un’alternativa, un giovane eldorado dove i punteggi nelle classifiche di benessere sono tutti al massimo, una terra promessa pronta ad accogliere i profughi degni di essere ammessi al Progetto. “Miden”, romanzo distopico di Veronica Raimo edito da Mondadori, è un agghiacciante anatema dei nostri tempi. Perché l’ambientazione temporale di questa storia si adatta, è vero, ad ogni epoca di crisi, eppure a noi sembra svolgersi drammaticamente adesso, nel nostro oggi di incertezze e paure. L’idea confortante che esista una materna isola di salvezza, un’accogliente cittadinanza di felicità possibile, è un sogno che si sgretola prima di iniziare: sin dalle prime righe del romanzo scopriamo che anche qui la disgrazia è riuscita ad abbattersi sulla coppia-tipo di Miden. Lui è un giovane e stimato professore, lei la sua compagna; sono in attesa del loro primo figlio e hanno guadagnato un’apprezzabile integrazione nella rigorosa società che gli ha offerto una residenza immacolata, lontana da ricordi ed errori dei loro “vecchi” paesi.

sabato 21 aprile 2018

La maleducazione di Serra e l'odio sociale

Non sono d'accordo con Michele Serra sull'equazione tra utenza scolastica degli istituti professionali e inclinazione a delinquere. La mia esperienza di questi ultimi due anni dimostra il contrario: nelle scuole professionali ho incontrato ragazzi educati, sensibili, generosi. In nessuno di loro, neanche in quelli appartenenti alle fasce più basse dei ceti sociali bollati da Serra con ragionamento lombrosiano, ho mai trovato l'arroganza che invece ho visto in certi studenti della medio-alta borghesia naturali destinatari dei licei, e nei loro genitori, tutti a vario titolo dottori e professionisti.

venerdì 20 aprile 2018

La terronaggine doc di Pio e Amedeo

La comicità trash è sempre esistita, toccando anche fulgide vette di genialità satirica (penso al repertorio triviale della filosofia impiegatizia di Fantozzi e ai suoi riferimenti esistenziali). Pio e Amedeo – che da Emigratis adesso approdano direttamente a un tour teatrale, "Tutto fa Broadway" – a me fanno ridere, e lo dichiaro senza snobismo.

sabato 7 aprile 2018

Brunori Sa e la salute


Dal classico “pensa ‘a salute” al calabro-giovanilistico “iarma nu ripiglio”, la sanità del corpo, metaforica e non, regna sovrana nel vocabolario della saggezza popolare. Un’idea che travalica le generazioni ruotando attorno a quello che Dario Brunori riassume con un amletico dubbio sulla necessità di “Far finta di essere sani”. Titolo, appunto, della prima puntata del programma di RaiTre “Brunori Sa” dove il cantautore cosentino è mattatore assoluto e che in cinque appuntamenti del venerdì sera attraverserà un racconto originale della nostra epoca.

giovedì 22 marzo 2018

Questo è il mio sangue

Questa recensione al libro "Questo è il mio sangue" di Elise Thiebaut, edito da Einaudi, è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud


A ciascuno il proprio sangue. Se fu scritto che gli uomini dovessero disperderlo in battaglia come misura di coraggio, alle donne è toccato il destino di una ben superiore familiarità con il vitale liquido, che dai loro corpi fluisce ogni mese per circa quarant’anni. Nell’età fertile femminile le mestruazioni sono una costante scena del crimine, che però non ha mai suscitato sentimenti di orgoglio o valore come per gli spargimenti bellici di sangue vantati dagli uomini. Al contrario, quello del ciclo mestruale è un conclamato tabù che nessun progresso è ancora riuscito a cancellare. In “Questo è il mio sangue” (Einaudi), la scrittrice francese Elise Thiebaut racconta il millenario marchio di disonore femminile con inusitata autoironia.

mercoledì 7 marzo 2018

Troppo bella per te


Negli ultimi tempi ho pensato spesso a una precisa situazione esistenziale femminile, quella che ha fatto pensare a molte di noi, almeno una volta nella vita, a quanto sarebbe più semplice e riposante esser nate maschi. Per un post scritto l’otto marzo è un incipit fuori luogo.

Come ho scritto un libro per caso


Questa mia recensione al romanzo "Come ho scritto un libro per caso" di Annet Huizing, edito da Nuova Frontiera Junior, è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud


Romanzo, diario e insieme piccolo manuale di scrittura creativa. “Come ho scritto un libro per caso”, esordio narrativo dell’olandese Annet Huizing, edito da Nuova Frontiera, è una storia che riesce nell’impresa di essere scritta alla perfezione e nello stesso tempo toccare il cuore (come invece non sempre sono capaci i libri scritti troppo bene).

venerdì 2 marzo 2018

Elsa cerca l'amore

Il silenzio (elettorale) è d'oro. Soprattutto quando l'ultimo argomento di Matteo Salvini è un'inquietante anticipazione sul sequel del cartone disneyano "Frozen". Non sono sfuggiti all'attento leader della Lega i rumors di una svolta lesbo di uno dei film più amati e popolari della Disney.

La regina di ghiaccio

Questa mia recensione al musical "La regina di ghiaccio" andato in scena al Teatro Rendano di Cosenza, è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud



Piacerebbe molto a Tarantino la bella e spietata Turandot di Lorella Cuccarini, che rotea micidiali katane per decapitare i pretendenti al suo cuore gelato. E ad innamorarsi di lei è soprattutto il pubblico di Cosenza, che l’ha applaudita al teatro Rendano nelle due repliche del musical “La regina di ghiaccio”, confermando il grande affetto – ricambiato – per la soubrette romana.

domenica 11 febbraio 2018

Lealtà

Questa mia recensione al romanzo "Lealtà" di Letizia Pezzali edito da Einaudi è stato pubblicato sul Quotidiano del Sud



E’ una parola poco usata e riconosciuta, che quasi evoca reminescenze antiche, la “Lealtà” della pavese Letizia Pezzali. Per Giulia, protagonista del fenomenale romanzo edito da Einaudi – libro già rivelazione in genesi, quando, ancor prima della pubblicazione italiana, ha venduto i diritti per la traduzione in sette paesi – la lealtà è il suggello di un legame. La promessa chiesta dal maturo amante Michele per interpretare il rapporto sentimentale ed erotico che i due vivono nella contemporanea era glaciale dell’incomunicabilità social, aggravata nel suo neutrale distacco dall’ambientazione del libro nel mondo economico londinese. “Quando parlerai di noi – le scrive lui – fallo con lealtà”. E quella parola così potentemente fuori contesto diviene essa stessa definizione. Più dell’amicizia, svuotata di ogni significato in questi anni di chat, condivisioni e reti di contatti. Più dell’amore stesso, carico di gravami emotivi, pretese, delusioni e rancori.

martedì 23 gennaio 2018

Ogni piccola bugia


Questa mia recensione al romanzo "Ogni piccola bugia" di Alice Feeney   (Nord) è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud

Avvertenza al lettore: in questo romanzo niente è come sembra. Nemmeno l’ipotesi che, iniziando la storia con una donna in coma, depositaria insenziente di segreti e flashback rivelatori, da lei si possa sciogliere il nodo della trama. Quest’incipit da manuale è infatti solo uno dei raffinati strumenti del mestiere che l’autrice Alice Feeney ha appreso dalla regina del giallo, Mrs. Agatha Christie. Ma come accade agli allievi davvero dotati, Feeney cita per fare proprio. Ed ecco che, no, in questo romanzo per il lettore resterà un’illusione quella di sapere in anticipo il nome del colpevole (non era così anche con la sublime maestra Agatha?). Dovendo incasellarlo in una definizione, “Ogni piccola bugia” (Editrice Nord) è un thriller psicologico basato su un canovaccio piuttosto classico: due sorelle legate da un passato terribile e sotterraneamente rivali; un incidente che forse tale non è; personaggi ambigui e tutti con i loro maleodoranti scheletri nell’armadio. Partendo da qui, la scrittrice inglese confeziona una narrazione che, nonostante le premesse di genere, sfiora la letteratura d’autore.

giovedì 18 gennaio 2018

Lo spirito di Lady Oscar


Chi ha amato la bionda eroina francese in abiti da colonnello, lo riconoscerà subito quel refrain… Poche, inconfondibili note che accompagnano la falcata sicura della modella nello spot del profumo “Dange-rose” di Blumarine. Era il motivo che chiudeva le puntate cruciali (compresa l’ultima) dell’anime “Lady Oscar”, oggetto di nostalgico culto per noi “ragazze” che ci affacciavano all’adolescenza negli anni Ottanta. La coraggiosa e tragica madamigella Oscar, costretta dal padre a vivere da uomo al posto di quell’ideale figlio maschio mai arrivato, è ormai entrata nel mito e, per fortuna, oltre ad imperare nei fans club in rete, la rivediamo periodicamente nelle repliche televisive, forse ad appannaggio di un pubblico prevalentemente “anta” (a differenza della grande dimenticata Candy Candy, vittime di diatribe editoriali mai risolte in Giappone). Omaggiata anche da un altro outsider degli anime, Lupin III, nell'episodio "Folle amore a Versailles", in cui il ladro rubacuori torna nella Parigi pre-rivoluzionaria alla ricerca di un gioiello appartenuto alla regina Maria Antonietta: lì incontrerà una Oscar dalle forme sexy (non proprio alla Margot, ma procaci quanto basta) che lo aiuterà nell'impresa. Una madamigella un po' troppo maliziosa, che alla fine dell'avventura si ritroverà senza divisa, splendida creatura "nature" pronta a ricongiungersi con il suo André, anche lui in costume adamitico e mutato in una aitante statua di pietra. Inutile aggiungere che le scene più hot sono state censurate, come già era accaduto per la stessa serie di Lady Oscar.
La citazione di Blumarine è però per intenditori, essendo basata su dettagli noti solo agli esperti: oltre alla musica, le rose sfaldate che volteggiano nello spot assediando la bellissima lady che nelle prime immagini indossa un mantello con le spalline militari e nel cui pugno è salda una lunga spada (altra reminiscenza della donna-colonnello). Il titolo originale del manga di Riyoko Ikeda era infatti “Le rose di Versailles” e i caduchi petali del fiore più scenografico del creato sono un vero e proprio leitmotiv della storia. Ricordate la rosa bianca cucita da Maria Antonietta durante la prigionia e consegnata alla rivoluzionaria Rosalie perché la posasse sulla tomba di Oscar, colpita a morte durante la presa della Bastiglia? Ma l’associazione più immediata resta quella dell’immortale sigla del cartone, dove Oscar, dolente e nuda tranne che per il fidato fioretto, era imprigionata tra le spine di un roseto. Lo spirito di Madamigella è più vivo che mai…