giovedì 28 dicembre 2017

La bambina con il cappotto rosso

Questa mia recensione di "La bambina con il cappotto rosso" di Kate Hamer, edito da Einaudi, è stata pubblicata sul Quotidiano del sud



Una madre e una bambina legate da un amore ambiguo, venato di insicurezze, rimorsi e segreti. La mamma, Beth, è ferita dall’abbandono del marito Paul, padre di Carmel, otto anni, un’originale ragazzina con la predilezione per il colore rosso e improvvisi loop di assenza durante i quali vede il tempo accelerare e avverte sensazioni corporee inspiegabili. Forse proprio a queste visioni, che la spaventano ma le danno euforia, è legata la soluzione alla sua scomparsa. Carmel, infatti, sparisce nel nulla durante un festival di narrativa fantasy dalle atmosfere piuttosto nere, dove si trova con la mamma. Beth cade nella disperazione, colpevolizzata – soprattutto da se stessa – per aver perso la bambina, che sarà introvabile per quasi sei anni.

martedì 26 dicembre 2017

Tutto è possibile

(Questa mia recensione del romanzo "Tutto è possibile" di Elizabeth Strout, edito da Einaudi, è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud)



Per quanti avevano letto ed amato “Mi chiamo Lucy Barton” era stata quasi una tacita promessa. I personaggi di quel luminoso libro non potevano finire lì: Elizabeth Strout doveva dirci di più dell’insicura e appassionata Lucy, della sua famiglia e soprattutto dei ricordi della cittadina rurale di Amgash evocati durante il colloquio tra la figlia ricoverata in ospedale e la madre, che con la sua visita la rigetta senza rete nel loro irrisolto passato. Forse qualcuno lo avrà persino chiesto apertamente con mail e interviste, o durante fugaci scambi di complimenti e autografi. Così l’autrice ha deciso di accontentare quell’intimo desiderio, che era anche il suo.

domenica 3 dicembre 2017

Chiaroscuro


Per chi è nato a Reggio il momento arriva inesorabilmente. Il momento in cui si scopre l’esistenza della ‘ndrangheta. Quasi sempre presto, durante l’infanzia, perché così farà male per tutta la vita. Può accadere in un giorno di festa come la prima comunione, notando che qualche compagno in chiesa non ha accanto i genitori. Oppure di notte, da casuali testimoni di quello che sembrava un incidente stradale e invece le luci delle ambulanze, delle autopattuglie hanno una sfumatura diversa, sinistra, agghiacciante. “Chiaroscuro”, edito da Bompiani, opera prima letteraria di del giornalista e autore televisivo Danilo Chirico, è ambientato tra Roma e Reggio Calabria, città natale dello scrittore. E non è un caso che questo romanzo sia malinconico e pervaso da una rabbia dolorosa. Un celebre sindaco reggino, Agatino Licandro, la definì “dolente”, e le ferite sul fianco della città dello Stretto si contano intere, vive e sanguinanti dietro il magnifico schermo del chilometro più bello d’Italia, il lungomare adornato dai lampioni liberty e le palme sferzate dallo scirocco.