domenica 8 marzo 2015

Mimose e spine

Accendo la televisione e faccio zapping. Prima di accorgermi che si tratta del programma domenicale di Barbara D’Urso mi appare Alessandra Mussolini con una ghirlanda di mimose sulla testa che festeggia così l’8 marzo, ricordando però a tutte come negli altri giorni dell’anno il nostro copricapo abituale sia una coatta corona di spine. Lo dice con femminista ironia, alludendo agli impositori di tal copricapo: uomini come i suoi parimenti maschilisti (ex) colleghi di scranno parlamentare, ma anche uomini come suo marito. Il mio 8 marzo l’ho trascorso questa mattina con i miei figli, di cui una è già piccola donna di sette anni. A passeggiare sul corso sfidando aghi di pioggia a tradimento, propiziandoci il calore dei fragili raggi di sole sbrindellati qua e là dal vento gelido di marzo. Mimose con i pallini come pulviscolo odoroso che macchia le dita, elargite da alberi galanti e raccolte per strada, alla faccia del consumismo, delle confezioni smaglianti due euro al rametto, del bellone in costume che le offre insieme a sorrisi artificiali al centro commerciale.
Leggo che nel 2014 i reati contro le donne sono diminuiti e vorrei che fosse vero, che i numeri evidenti delle statistiche potessero sradicare quelli oscuri della realtà di fatto, della paura e della solitudine di chi resta fuori dalle cifre ufficiali. E’ una cosa piccola ma buona, direbbe il ruvido pasticcere di Carver. Qualcosa da cui partire, almeno. La figlia adolescente di una mia amica, alle prese con un fidanzatino geloso che si rabbuia quando l’amata parla con altri ragazzi o esce senza di lui, gli ha risposto che non lei è roba sua. L’ho raccontato a mia figlia e anche Alice la pensa così. Alice che sta iniziando a sognare il principe azzurro e a cui non spiegherò che quell’uomo perfetto non esiste. Perché forse per lei ci sarà. Forse a farlo arrivare sarà anche un no detto quando serve, l’idea che non si è oggetti a disposizione di nessuno e che nessuno può calcare una corona di spine sulla fronte di una donna. Tranne se stessa.