mercoledì 30 aprile 2014

Nella casa di vetro

Questa mia recensione del romanzo "Nella casa di vetro" di Giuseppe Munforte, edito da Gaffi, è stata pubblicata oggi sul Quotidiano della Calabria



“Nella casa di vetro” Giuseppe Munforte lo aveva scritto dieci anni fa. Poi, come spesso accade alle narrazioni, il testo è stato lasciato sedimentare, poi nuovamente corretto, rifinito. L’autore, nel frattempo, ha scritto e pubblicato altro ma per interessamento di Andrea Caterini della editrice Gaffi questo romanzo, che è nella selezione dello Strega, è venuto alla luce. Munforte dice che il trascorrere di tanta attesa si deve a ciò che sembrerebbe un suo legame affettivo con la storia, la definisce un diario, qualcosa di “privato”. Invece il lettore vi avverte subito l’eco di una voce universale, di una storia che soprattutto parla del nostro tempo.

venerdì 18 aprile 2014

Gabo tra le mie Lorenza e Catena

Insieme all'eternità dei suoi libri un pezzettino di Gabriel Garcia Marquez immodestamente continuerà a vivere anche nel mio romanzo Un giorno come lei. Posto qui il brano del romanzo in cui Lorenza ricorda come la lettura di un racconto di Gabo profetizzò un cambiamento nel corso della sua vita.



Lorenza resta in silenzio. Poi sul viso le affluisce un rossore misto d’eccitazione e imbarazzo: «C’è una cosa di me che non conosce nessuno… Ma mi vergogno!»
Federico ha la voce intenerita d’affetto: «Con me non devi vergognarti. Ti voglio bene, lo sai? »

Quando suo padre aveva fatto ristrutturare il secondo piano, lei aveva tredici anni. Un pomeriggio d’estate inoltrata, Lorenza era sola in casa. Nel caldo piombato su palazzi e strade deserte la gente era scappata in massa alla ricerca di aria fresca, lasciandosi dietro una laconica esposizione di saracinesche abbassate e cartelli di “chiuso per ferie”. Nei pochi negozi rimasti aperti, se qualcuno ci entrava, i commercianti lo guardavano in cagnesco, come se fosse un’intromissione, con la velleità accidiosa di chi sta occupando uno spazio vuoto e sa di essere indispensabile.
La tv di agosto trasmetteva vecchi film e repliche di varietà. Lorenza trascorreva quelle ore che la noia rendeva irregolari di tempo vagando con il walkman nelle orecchie. Custodito nello zaino, insieme al diario scolastico in vana attesa di memorie estive eclatanti, era nascosto un pacchetto di sigarette. Aveva preso a fumare tre mesi prima, con la sua compagna di banco, già istruita da amici del fratello maggiore. La casa vuota era un invito a fare pratica, nell’infantile impazienza di ostentare il vizio del fumo con i ragazzi più grandi. Ma c’era il rischio di lasciare in giro tracce che l’avrebbero tradita con il padre.