sabato 3 agosto 2013

Donne da favola

I tempi sono cambiati, nei cartoni che guardano i miei figli anche la Disney si è "aperta" a caratterizzazioni femminili meno ghettizzate di quanto tramandano nel pur iconico e popolare immaginario delle fiabe. Certo poi si fa anche qualche dietrofront: la single ribelle Merida, ad esempio, dopo appena un anno di vita, è stata ridisegnata alla Barbie con vitino di vespa, occhioni a mandorla in tralice e capelli meno selvaggi. Confesso di continuare a raccontare ad Alice le storie tradizionali dove la principessa alla fine sposa il principe. Molte - contenute in una magnifica raccolta di libroni di leggende da tutto il mondo miracolosamente scampate alla manipolazione distruttiva della mia prole - mantengono su di me un fascino intatto. Magari qualcosa la cambio: i cacciatori prendono le pelli degli animali già morti nel bosco a causa delle gelate; la principessa non vuole sposare il bel capraio non perché plebeo ma piuttosto per la sua trasandatezza nel vestire e la scarsa abitudine al sapone. Soprattutto, quando qualcuno si sposa lo fa per amore, e le fattezze angelicate di regine e principesse, tutte ariane, le censuro volentieri. Cose così. Per il resto, tramando con fedeltà. Però una cosa non mi è mai andata giù. Nel bellissimo film Disney ispirato al "Libro della Giungla", non si può proprio sentire la melodia cantata dalla fanciullina che prende l'acqua del lago. E dice: "Un giorno avrò anch'io un marito e una figlia anch'io avrò; la manderò a prender l'acqua, in cucina io starò". Non vorrei arrivare a una revisione delle eroine Disney simile a quella che propone Herr Nilsson (nella foto del post; il suo nome, se ci fate caso, è in omaggio alla scimmietta di Pippi Calzelunghe). Però forse insegnare alle bambine che la mamma deve stare reclusa in cucina non è proprio educativo... Preferisco rassegnarmi a Pippi, che piuttosto addestra i bimbi a salire sui tetti (ma spieghiamo, ovviamente, che si può provare a farlo, senza rischi, nel magico mondo della fantasia).
E poi ci sono bambine le cui mamme non sanno neanche cucinare.

giovedì 1 agosto 2013

Supereroi

Per essere donne e madri oggi servirebbe davvero qualche superpotere. Ne so qualcosa in questi giorni afosi in cui tento di superare la barriera delle facoltà umane per conciliare il lavoro e i doverosi piaceri estivi dei miei figli, tra piscina, mare, bagnetti vari e naturalmente pulizie e cucina. E anche se il piccolo non devo più portarlo nel marsupio, direi che è proprio una missione per la donna-pipistrello quella di convincerlo a fare la pipì nel vasino (o quanto meno "centrando" il vasino): cercasi forza soprannaturale per lavare i pavimenti quattro volte al giorno e debellare il profumino di urina per casa...
La foto è di Luca Rossini, che ha ritratto gente comune con la maschera di Batman in un progetto molto interessante.