domenica 2 dicembre 2012

Malacrianza

(Questa mia recensione al libro Malacrianza di Giovanni Greco, edito da Nutrimenti, è stata pubblicata oggi, in una versione ridotta, sul Quotidiano della Calabria)
Chi è nato all’estrema punta dello Stivale riconoscerà una ritmica familiare - l’onomatopea puntuta del dialetto reggino - nella “Malacrianza” che tiene insieme i destini dei personaggi nel libro di Giovanni Greco. L’autore è originario della città dello Stretto ma nel libro edito da Nutrimenti – romanzo corale sull’infanzia dei Sud del mondo – la lingua reggina affiora con volatili allitterazioni, un sopruso ingovernabile del genius loci. Greco ammette: «Non parlo il dialetto anche se lo capisco: soprattutto capisco certi riti e comportamenti, riconosco odori e colori che, di volta in volta, mi irritano e mi commuovono». E impone la licenza letteraria per non sciogliere l’oriundo anonimato di «un paesino dell'entroterra reggino dove più volte sono stato “deportato” in visita quando ero piccolo e che ho trasfigurato nella scrittura: lì c'è il concentrato di tutte le dolci contraddizioni che le mie origini continuano a ispirarmi».