giovedì 31 maggio 2012

Rodinbecco

(C'è Mattia Galesi, un ragazzino di undici anni che ha superato un dolore - la morte dell'adorato cricetino, il primo lutto nella vita di un bambino - scrivendo fiabe. Ne ho parlato in questo articolo per il Quotidiano della Calabria)



C’era una volta un bambino, Mattia, che amava gli animali. In casa di Mattia arrivò un criceto che giocava con lui pizzicandogli le dita. Sembrava che anziché con i denti, il criceto picchiettasse la mano del bambino con un muso appuntito, e per questo il bambino lo chiamò Rodinbecco. I due erano molto amici ma un giorno Rodinbecco morì e Mattia iniziò a sentirsi solo e triste. Qualche mese dopo sua madre lo trovò impegnato a scrivere con grande concentrazione e gli chiese cosa facesse. Mattia rispose: «Sto inventando una storia su Rodinbecco, così lui vivrà nelle mie straordinarie avventure e non morirà mai più».

lunedì 28 maggio 2012

Le difettose

(Questa mia recensione del libro "Le difettose" di Eleonora Mazzoni, edito da Einaudi, è stata pubblicata sul Quotidiano della Calabria)


Questo libro è un dedalo di sigle. All’inizio gira la testa, ma presto ci si orienta tra i medicali Icsi (che sta per l’impronunciabile iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) e Fivet (fecondazione in vitro ed embryo transfer), fino al tenero Cub (Cerco un Bimbo, nome di un noto forum internet di donne con problemi a concepire). Avendo soldi come le mamme “anta” del mondo dello spettacolo, all’estero sarebbe tutto più facile, ma la recente conferma del divieto sull’eterologa lascia poche speranze alle italiane. Di certo, se già l’aggressione asettica degli acronimi basta a disorientare chi non è passata sotto le forche caudine della procreazione assistita, l’espediente narrativo di Eleonora Mazzoni in “Le difettose” è efficace a far scattare l’empatia con il lettore - o forse dovremmo dire, ammettendo la qui inevitabile ghettizzazione dei target, delle lettrici. Non che questo romanzo d’esordio (ispirato alla vita vera) non possa coinvolgere un uomo (nella faccenda loro c’entrano...), ma ciò di cui si parla è pur sempre il corpo delle donne. E che si sia madri o no, che si abbia dato alla luce un figlio grazie alla natura o con “l’aiutino” della scienza, l’argomento è, per una volta, troppo sessuato per una percezione comune di maschi e femmine.

giovedì 24 maggio 2012

Maria Perrotta neomamma al pianoforte

(Maria Perrotta è una pianista di talento che lo scorso gennaio ha fatto parlare di sé per un concerto di 80 minuti - le difficoltose Variazioni Goldberg - eseguito al nono mese di gravidanza. Ieri è tornata al lavoro con bimba al seguito. Posto quello che ho scritto di lei, pubblicato sul Quotidiano della Calabria)


L'ultimo concerto lo aveva fatto lo scorso gennaio a Lugo di Romagna: viso splendente di futura mamma e abito da sera blu che mostrava la perfetta rotondità del nono mese di gravidanza, sotto i tasti la lunga rincorsa delle bachiane Variazioni Goldberg al pianoforte. Un'esecuzione di 80 minuti più bis che aveva regalato un primato (e popolarità mediatica) alla cosentina Maria Perrotta. A stare seduta al piano con tanto pancione era riuscita soltanto, nell'Ottocento, Clara Wieck, moglie di Robert Schumann (dieci gravidanze e otto figli senza mai perdere un concerto).

I miei libri al Salone di Torino

Gli amici di Bottega editoriale mi fanno un bel regalo inviandomi le fotografie di due miei libri esposti all'ultimo Salone del libro di Torino. Si tratta di Nome d'arte Goran (Città del Sole) e Ladymen (Falzea). Grazie, è emozionante esserci stata... spero di partecipare anche fisicamente (e magari con un libro nuovo) l'anno prossimo, con i bimbi più cresciuti.





mercoledì 23 maggio 2012

Tremotino nella faida

(Dopo uno spettacolo di marionette al compleanno di un amichetto, Tremotino è diventata una delle fiabe preferite di mia figlia. Ne ho scritto, per il Quotidiano della Calabria, in questo articolo)


E’ tra le fiabe più “nere” dei fratelli Grimm quella del malefico nano Tremotino, che con i suoi poteri aiuta una fanciulla in difficoltà ma poi, quando la ragazza diventa regina, pretende come riscatto il sacrificio del suo primogenito.
Alla maggior parte dei bambini e dei loro genitori forse il nano diabolico sarà probabilmente più familiare come personaggio della saga di Shrek, ma l’originaria invenzione dei Grimm ha poi ispirato altre fiabe tradizionali, tra cui “Le sette cotennine” di Basile, decisamente edulcorata e dove non appare nessun essere infernale. Le versioni della storia tramandate in Italia, Svezia e Inghilterra, pur incentrate su figure non certo rassicuranti di nani, omini deformi o addirittura diavoli, non arrivano però alla somma maestria dark dei fratelli tedeschi. Almeno fino a quando in scena entrano la ‘ndrangheta e l’immaginaria faida tra Mugnai, Principi e Porcari.

Su MY LIFE MY MUSIC / 2

(Questa mia intervista alla manager di spettacolo Giovanna Mascetti è pubblicata su Andy Magazine e farà parte del libro "My Life My Music/ 100 interviste ai protagonisti del jazz italiano" a cura di Gianmichele Taormina ed edito da Andy)


Il suo curriculum vitæ, come lei stessa lo definisce, è “vario ed eventuale”. Dentro ci sono gli studi filosofici, la professione di architetto d’interni, la creazione dell’agenzia discografica Verdearancio, la produzione di dischi e l’organizzazione di eventi jazzistici, l’attività di manager per artisti come Fabrizio Bosso, Lorenzo Tucci, Paolo Fresu, Roberto Cecchetto, Antonio Jasevoli e Rita Marcotulli. Abituata a scrivere biografie in terza persona, Giovanna Mascetti si porta dentro tutti i nomi che attraversano la sua vita. E se parla dei “suoi” musicisti, usa la parola amicizia ma anche fratello e sorella.

sabato 19 maggio 2012

Hedy Lamarr la donna gatto

(Questa mia recensione al libro "Hedy Lamarr la donna gatto" di Edoardo Segantini, edito da Rubbettino, è stata pubblicata sul Quotidiano della Calabria)


Bella e dotata di cervello. Nonostante pensiero femminista, conquiste e politiche paritarie, per qualunque donna questo binomio è un’ovvietà che ancora va difesa dai pregiudizi sessisti. E per fortuna che almeno uno di quelli che ci reciterebbe su all’impronta una barzelletta volgare sembra uscito di scena. Ma in questa storia siamo a Hollywood e negli anni ‘40. Lei, la bella con sinapsi ben funzionanti, è Hedy Lamarr, che, fintamente svampita, commenta: «Ogni ragazza può essere affascinante. Tutto quello che devi fare è stare immobile e apparire stupida».

mercoledì 16 maggio 2012

Suicidi di Stato

Com’è noto a chi fa il giornalista, i suicidi, per regola generale, valgono un colonnino di taglio basso, in fondo alla pagina. Se ne dà notizia soltanto se riguardano personaggi pubblici o avvengono in un contesto di interesse sociale. Altrimenti queste rimangono private storie di disperazione: non se scrive per rispetto, o forse – sono maliziosa ma lo dico perché conosco l’ambiente - perché il povero cristo depresso, quello che salta dal sesto piano senza visibili interpretazioni, solo perché non vuole più vivere, è roba che non fa vendere il giornale. 

Qualcosa di scritto

(Questa mia recensione a Qualcosa di scritto di Emanuele Trevi è stata pubblicata oggi sul Quotidiano della Calabria)


Ad incombere sulla storia c’è l’oggetto polimorfo Petrolio, scagliato oltre la morte nell’estrema ricerca di una verità esistenziale mostruosa e flagellante come quel testo elefantiaco, fuori misura e fuori genere, indifferente ad obiettivi di comprensione. “Qualcosa di scritto” lo nominava Pasolini con una formula così vergine, interamente scabra nel suo perimetro terminologico, da racchiudere il tutto e il nulla della scrittura stesa.

martedì 15 maggio 2012

Basta compiti!

(Da mamma lavoratrice uno dei miei peggiori incubi è costituito dal prefigurarmi i pomeriggi post-scolastici dei figli. Io avevo una madre che insegnava e dopo pranzo poteva incatenarsi insieme a me alla sedia per risolvere equazioni, ripassare capitoli di storia e geografia, combattere con i dizionari di greco e latino. In questo momento, lavorativamente parlando, mi riesce difficile guardare più lontano del prossimo autunno, ma il presupposto è quello di una latitanza forzata dai compiti a casa dei bambini. Ecco perché ho scritto questo articolo, pubblicato in una versione più breve sul Quotidiano della Calabria, a proposito del libro "Basta compiti!" di Maurizio Parodi, edito da Sonda, e sono entrata nel club dei genitori anti-compiti.)


«Non c’è da meravigliarsi se l’immaginazione, nelle nostre scuole, sia trattata da parente povera, a tutto vantaggio dell’attenzione e della memoria; se ascoltare pazientemente e ricordare scrupolosamente costituiscano le caratteristiche dello scolaro modello; che è il più comodo e malleabile». Quando, in “La grammatica della fantasia”, Gianni Rodari scrisse queste parole eravamo nel 1973. Trentanove anni dopo, nella scuola italiana è cambiato di tutto tranne quest’impostazione in cui l’orientamento didascalico è nettamente preferito a quello educativo. Spartiacque tra due differenti modi di insegnare negli ultimi tempi sembrano essere i compiti a casa. A Calgary, in Canada, già tre anni fa una coppia di genitori ha ottenuto con sentenza del tribunale l’abolizione dei compiti per i due figli scolari in una scuola elementare cattolica, che adesso per loro ha dovuto predisporre un piano differenziato con esercizi da eseguire in classe e riepiloghi domestici di tipo pratico. Danilo Dolci, che paragonava la “diversità” di ogni discente ai fiocchi di neve, sarebbe d’accordo.

lunedì 14 maggio 2012

La rivalità delle grandi donne

Dietro ogni grande uomo c’è posto per una sola grande donna. Così commentano malignamente le agenzie di mezzo mondo alla notizia che nel nuovo libro di Ed Klein, The Amateur Barack Obama c’è il dettagliato rapporto sul defenestramento di Oprah Winfrey dall’attuale campagna del presidente. A non gradire la signora del giornalismo televisivo sarebbe, e già da tempo, Michelle. Per motivi di gelosia, si sottintende, lasciando l’equivoco se la rivalità nella vita di Barack sia sessuale o più in generale carismatica tra la first lady americana e l’altrettanto mediaticamente potente Oprah.
Di Michelle Obama ho scritto nel mio libro 10 grandi donne dietro 10 grandi uomini, e nel contesto della locuzione scelta come titolo e argomento per una provocazione in certi ambienti biasimata (ma come, le donne ancora “dietro”? – mi hanno accusata molte militanti). Se, però, come ho sostenuto nel libro, in una forte coppia costituita da un uomo e una donna un comune accordo di ruoli è inevitabile (se uno è presidente, l’altra deve giocoforza essere comprimaria, e questo non dipende dalle qualità o dal sesso), la questione del (presunto) scontro tra Michelle O. e Winfrey rientra, a mio parere, in un contesto che ha molto a che fare con il sesso.

MaliNati

(Questa mia recensione a MaliNati di Angela Bubba è stata pubblicata sul Quotidiano della Calabria)


L’Incipit è potente. Uno schermo televisivo degli orrori, corpi e volumi confusi dannati in un calore inferico di fiamme. Qualcuno forse è morto, e un profilo buio, esanime, resta incollato al monitor come l’inutile cadavere di un insetto sul vetro. È Rosarno, l’iraconda saturazione della Chinatown calabrese. Ma in Calabria i morti non sono quelli che non respirano più.
Con “MaliNati”, appena pubblicato per Bompiani, Angela Bubba scrive impastando rabbia e dolore. Perché essere calabrese a ventitré anni è una condizione devastante e poco importa se, nel trend editoriale degli ultimi anni, dove Sud e questione meridionale sono analizzati nella parabola di una rinascita - il redivivo mito della Terronia Felix – l’invettiva di Angela appaia politicamente scorretta. «In maniera molto naturale, istintiva – mi dice la scrittrice di Mesoraca - mi sono lasciata guidare dall’esigenza che avevano queste nuove storie: essere cioè raccontate in un modo piuttosto che in un altro». Ovvero una narrazione interiore, che non è romanzo ma vita, con picchi di gioia e cadute in un’infelicità cancrenatica, difficile da estirpare. Certe cose sono sedimentate in uno stato dell’anima, certe parole devono essere pronunciate anche se fa male, e se guastano la superficie stuccata ad arte da una politica alla quale conviene che invece non se ne parli. Quella di Angela Bubba è una contemporanea “conversazione in Calabria” che attraversa i temi di una generazione a cui è stata sottratta la giovinezza. E se Elio Vittorini rivendicava la finzione della storia - quel nome Sicilia scelto per l’armonia del suono - Angela vuole intenderlo davvero, Calabria.

sabato 12 maggio 2012

Buona festa della Mamma

Per me la festa della mamma è iniziata quindici giorni fa. Grande attesa di Alice che pretende festeggiamenti in piena regola con musica, torta e amichetti invitati a casa; tenerissime canzoncine e filastrocche recitate in largo anticipo ma con l’embargo sulla letterina, che non devo aprire fino a domani, pur nella magnanima concessione a sbirciare dall’esterno; obbligo, come si diceva, di dolce preparato oggi prima di venire in redazione, per salvare un po’ d’ozio domenicale.
Fin qui il mio privato. Nel mondo, invece, questa festa della mamma mi sembra più che mai all’insegna della dissertazione sociologica. Ovvero, mamme internazionalmente contro la dimensione “commerciale” del Mother’s Day, e dobbiamo per forza interrogarci, apparire impegnate, discutere di cosa significa essere madri.