venerdì 30 marzo 2012

Il mio ricordo di Andrea Frezza

(Ieri se n'è andata una persona a cui volevo bene. Andrea Frezza era un regista e scrittore capace di letture della realtà intuitive e profonde, e soprattutto è stato un amico e mi mancheranno le nostre conversazioni, l'intesa sincera che esisteva tra noi e che non è facile trovare. Per lui ho scritto il ricordo che posto qui ed è pubblicato sul Quotidiano della Calabria a questo link). 


Ho conosciuto Andrea Frezza dieci anni fa per motivi di lavoro. Stava effettuando un sopralluogo per un film – uno dei suoi vitali progetti cinematografici, che non aveva mai smesso di portare avanti in Calabria, nonostante le difficoltà del settore, già gravi in tutto il Paese, dalla nostre parti ne facessero un terreno quasi off limits anche per un maestro come lui. All’epoca avevo pubblicato un piccolo libro, il mio primo libro, un saggio dedicato al cinema calabrese, e Frezza lo aveva letto. Così quando lo chiamai per un’intervista, lui, con semplicità, spostò l’attenzione su di me congratulandosi per il mio lavoro. Ne era entusiasta, disse, soprattutto perché lo aveva scritto una giovane calabrese che era rimasta qui, e qui stava tentando di costruire il suo futuro professionale. Ecco, vorrei precisare che il mio saggio, di cui ero orgogliosa come chiunque veda per la prima volta il proprio nome sulla copertina di un libro, era un piccolo esperimento generato dalla mia passione per il cinema, qualcosa che poi non ho ripetuto, spostando il mio interesse sulla narrativa. Anche per questo mi colpirono le poche, sincere parole di Andrea Frezza. Pensai subito che è questa la cifra dei grandi uomini: sono coloro che non assumono pose, non innalzano distanze e non vantano arroganti superiorità sebbene potrebbero, per la loro caratura intellettuale, farlo. I grandi uomini sono umili e sanno parlare al professore e al bambino con lo stesso autentico rispetto. Così era Andrea Frezza.

giovedì 22 marzo 2012

L'articolo 18 non si tocca


Venerdì 30 marzo il Popolo Viola organizza su internet il Sì-18 Day in difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Per saperne di più cliccate qui.
Da parte mia vorrei aggiungere che, dati per scontati i motivi per i quali sono contraria a questa riforma del lavoro (lo sono perché rientro nella categoria dei lavoratori), la modifica dell'articolo 18 mi sembra abbia creato una velenosa frattura sociale tra i precari e gli stabilizzati. La riforma, pur facendolo credere, non aiuta la prima categoria mentre mette a rischio la seconda. E inizio a sentire in giro dichiarazioni che mi gelano e si annidano in una nuova, ostile faziosità.

giovedì 15 marzo 2012

La fidanzata di papà

(Questo mio articolo sul libro La fidanzata di papà di Paloma Bravo è stato pubblicato oggi sul Quotidiano della Calabria )

Una storia così in Italia sembrerebbe fantascienza, magari da ambientare in un futuro con i bambini che vanno a scuola trasportati da zainetti a razzo e gli animali che digitano sul computer. E poi famiglie del terzo millennio con mamma, papà figli e “La fidanzata di papà”. Perché libri come questo di Paloma Bravo, giornalista di El Paìs, edito in Italia da Emmebi - libri che parlano apertamente delle nuove famiglie, da noi sono ancora materiale avveniristico semplicemente per il fatto che la situazione va immaginata. Perché la situazione qui non esiste.

lunedì 12 marzo 2012

Romanzi sexy per mamme

Negli Stati Uniti è già un best seller, in Gran Bretagna (patria dell'autrice, E.L. James) lo hanno ignorato. Parlo di "Fifty Shades of Grey" , il primo capitolo di una trilogia romanzesca acclamata come letteratura softcore... per mamme. Ovvero, la storia di passione (e sesso sadomaso) tra un maturo professore e una studentessa. Immagino che nel romanzo suddetto abbondino le scene erotiche - situazione in sè non nuova, come pure il fatto che a scriverle sia stata una donna.

martedì 6 marzo 2012

Femminista agnostica

La mia percezione dell'8 marzo (lavorando nella redazione di un giornale è impossibile non accorgersene, con comunicati, lanci editoriali e presentazioni di iniziative varie che si preannunciano da oltre una settimana) quest'anno si collega curiosamente a un giocattolo per bambine, apparso sul mercato qualche mese fa. Preparando lo zainetto dell'asilo aspettavo che mia figlia finisse di far colazione davanti alla tv, quando sullo schermo era apparsa la pubblicità di Ken Tvb. Sì, era lui, lo storico innamorato di Barbie, ma in versione "fidanzato perfetto". Così almeno assicurava un'eccitata voce in sottofondo, accolta con grandi sorrisi e sguardi sognanti dalle bambine televisive che coccolavano il loro nuovo Ken, divenuto capace di corteggiare Barbie con frasi da manuale, e soprattutto di dire sempre la parola giusta. Perché le parole le dettano le bimbe e lui, il fidanzato di Ken le ripete, ma non in una fasulla registrazione che non ingannerebbe nessuno, ma con la sua maschia (si fa per dire, visto il tono suadente e melodico) voce.