venerdì 27 gennaio 2012

Su DIECI GRANDI DONNE/8

Posto la recensione del mio libro "10 grandi donne dietro 10 grandi uomini" (Laurana editore) scritta da Raffaello Ferrante per Booksbrothers. Il link della recensione è qui

“Se mi chiedessero di stilare un decalogo di cose, persone o categorie da salvare, un ipotetico bagaglio utile del mondo di oggi da portare con noi nel futuro, io non potrei fare a meno di pensare alle donne”… Così inizia questo viaggio nelle vite di 10 donne speciali eppur normali. Squarci di coraggio, forza, l’essere speciali nella vita quotidiana che fa di 10 grandi donne, semplicemente 10 donne, grandi come spesso solo il gentil sesso sa essere. Signore famose e famosissime, accanto a uomini importanti. Presenze diverse, ciascuna unica a suo modo e ciascuna capace di essere speciale per il suo partner: Michelle Obama, che si presenta ad un colloquio di lavoro con il passeggino, e il “suo” Obama; Mina Welby che fa i conti con la non vita del marito e cresce nel rimbalzo delle emozioni e nel riflesso degli occhi di Piergiorgio; Pilar Saramago e il suo viaggio interiore in compagnia del marito Josè.

venerdì 13 gennaio 2012

Tempo che passa

Cercando non ricordo più cosa su internet, ho trovato una persona che conoscevo diciotto anni fa. Allora era una ragazzina un po' scontrosa e dedita in modo quasi spietatamente esclusivista all'esiguo gruppo di amici della Comitiva. I fondatori - quelli che erano dentro la Comitiva per eredità di nascita o famiglia, una genealogia ambientale conservativa e diffidente verso le novità - restavano per sempre i titolari; chi arrivava da fuori, oltre l'apparato di cortesie dell'accoglienza, era invece l'estraneo, e con lui ci si limitava a educate manifestazioni di integrazione. L'amicizia era un privilegio acquisito dai fondatori, intrasmissibile senza poi essere imputati di tradimento. Ma nella Comitiva a cui apparteneva la ragazzina quasi nessuno tradiva. Gli estranei - io, ad esempio - rimanevano a distanza di sicurezza. Nella Comitiva ci nasci, oppure no.
Adesso la ragazzina non vive più in Calabria, ha due figlie, fa un lavoro interessante che forse in Calabria non avrebbe fatto perché concerne la creatività - e da noi questo non può essere un mestiere, al massimo all'arte si riconosce il sembiante di una passione da esercitare nei giorni di festa. "Bello" è in Calabria l'aggettivazione generalista per descrivere queste attività. "Che bello tu scrivi, o suoni, o dipingi. Dev'essere bello, vero?"