lunedì 28 novembre 2011

Il treno del lago

(Questa mia recensione al romanzo di Sue Miller edito da Tropea è stata pubblicata oggi sul Quotidiano della Calabria)

Non lo ammetteremmo mai, poiché desiderare la morte di qualcuno è un pensiero che appartiene ai recessi più brutali dell’animo umano. Nessuno, dunque, confesserebbe di aver formulato almeno una volta questa spontanea e crudele speranza a proposito di mariti o mogli, figli o genitori, semplicemente per l’ebbrezza onnipotente d’immaginare un’esistenza nuova. Una vita alternativa, insomma, dove, con l’innocua “eliminazione” di qualcuno, si realizzi l’utopia estrema della libertà dal proprio presente.

lunedì 14 novembre 2011

Piccolo testamento

(Questa mia recensione del romanzo di Gabriele Dadati, che posto con colpevole ritardo per motivi tecnici, era stata pubblicata sul Quotidiano della Calabria)

Se si hanno tra i trenta e i quarant’anni e un qualche ideale civile inespresso, davvero viene da invidiarlo questo giovane uomo che è la voce narrante di Piccolo testamento, romanzo dello scrittore piacentino Gabriele Dadati edito da Laurana. Viene da invidiarlo perché il giovane uomo che racconta una lunga notte insonne in un appartamento afoso e infestato da fantasmi della memoria ha avuto il destino benefico di incontrare un maestro. Parola quasi estinta nell’Italia di oggi, il paese degli scandali e dell’incultura elevata a potere, dove l’idea stessa dell’educare - o meglio prendere intellettivamente in carico - e l’istinto di onestà nel condividere un’esperienza di vita e farne oggetto di fruizione – di eredità civica, persino – per un giovane sono divenuti concetti alieni e incomprensibili.

venerdì 11 novembre 2011

Imprese da favola

L'Italia ha la percentuale europea più alta di donne imprenditrici. Possibile che sia vero, nel paese dominato dall’icona materna e dove la popolazione femminile con posto retribuito è del 46%? Invece, secondo le statistiche, questo è un paradosso reale: le italiane a capo di un’impresa sono il 16% delle lavoratrici, contro il 10% di media in Europa. E per giunta il milione e 400 mila attività avviate non ha a che fare solo con le “classiche” competenze in asili, gastronomia o tessile, ma osano esplorare terreni che il sessismo vuole maschili, come l’edilizia o l’impiantistica.