Ma davvero dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna?
Sembra un luogo comune, l’ennesimo sminuire il ruolo delle donne, considerate per il loro apporto al brillare del potere maschile anzichè per la loro possibilità (mai riconosciuta) di avere esse stesse potere.
Eppure nessuna delle donne che Isabella Marchiolo inventa nel suo libro 10 grandi donne dietro 10 grandi uomini (LauranaEditore) aveva scelto di andare oltre la propria vita quotidiana se non ci fossero stati eventi, congiunzioni astrali, drammi o successi tali e tanto importanti da portarle alla ribalta. Luminose e illuminanti.
Piacevole, divertente e a volte emozionante la struttura letteraria scelta da Isabella Marchiolo per rendere i suoi ritratti tanto veritieri quanto pieni di pathos.
Per ognuna delle donne prese in esame, l’autrice è partita da un fatto di cronaca o da un dato biografico e su quelli ha creato una storia, i risvolti possibili di una realtà, i pensieri reconditi, le possibili ansie,quello che forse hanno davvero vissuto in quei frangenti.
Michelle Obama quando, ancora non era la first lady più potente del mondo, che va ad un colloquio di lavoro trovando il coraggio di portare con sè la figlia Sasha perchè la babysitter non era disponibile. O Mina Welby che non si tira indietro nell’accettare, per amore, la disperazione annunciata ed affronta quotidianamente l’ansia della lotta del marito Piero alla ricerca di una morte dignitosa.
O ancora della giovane Pilar Saramago che accompagna l’uomo che ama, l’immenso scrittore, alle soglie della morte scendendo a patti con l’idea della sua stessa morte perchè Jose le ha insegnato che “finiamo tutti per ritornare dove ci aspettano”.
Antonietta Vendola, invece, sa comprendere, amare e schierarsi dalla parte di quel figlio tanto sensibile e così diverso, mentre Tahereh Saeedi Panahi, moglie del regista Jafar Panahi arrestato dai servizi segreti iraniani per i suoi film di denuncia, messo in isolamento ed accusato di crimini atroci ed inesistenti.
Ed infine Hillary Clinton alle prese con la figlia che va sposa, Anna De Grazia, Rita Borsellino, Harper Lee senza la quale Truman Capote non sarebbe mai riuscito a scrivere A sangue freddo e Yoko Ono la sera dell’assassinio di John Lennon.
Ognuna una storia, ognuna un finale aperto, una realtà ancora da scrivere.
Clarissa Pace

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