Michelle Obama, Mina Welby, Pilar Saramago, Antonietta Vendola, Tahereh Saaedi Panahi, Hillary Clinton, Anna De Grazia, Harper Lee, Rita Borsellino, Yoko Ono Lennon.
Sono loro le 10 Grandi Donne di cui si parla in questo libro. Dieci donne accomunate dal ruolo che, in qualità di mogli, madri, sorelle, compagne di vita e di lavoro, hanno o hanno avuto per un uomo altrettanto grande e importante. Donne che si sono trovate a lottare, sperare, condividere momenti di gioia e di dolore, al fianco di personaggi noti – passati per vari motivi agli onori della cronaca italiana e mondiale -, non come appendici, ombre di un potere e di una presenza fisica e morale a loro estranee, ma come l’altra faccia di una stessa medaglia. E accanto – non ‘dietro’ – a queste grandi figure maschili, le 10 grandi donne raccontate dalla giornalista Isabella Marchiolo, si sono costruite un loro nome - corredato sì da un cognome di spicco, ma non da esso dipendente -, hanno forgiato una propria immagine che, in molti casi, le ha rese famose e degne di stima al pari degli uomini a loro legati.
L’autrice è quindi riuscita nell’arduo intento di dimostrare quanto poco valore ha, oggigiorno, il detto “dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna”, un modo di dire sfruttato per secoli in modo esasperato, ma che nella nostra società attuale dovrebbe aver ormai perso la sua connotazione negativa, andando invece a sottolineare una condizione paritaria, sempre più evidente in molte della coppie uomo/donna che l’opinione pubblica tende ad associare, proprio perché ‘insieme’, tali coppie, hanno segnato una svolta nella storia nazionale e internazionale.
Inoltre la Marchiolo non si è limitata ad una mera biografia di queste straordinarie figure femminili. E’ entrata nelle loro menti, nel loro vivere quotidiano, mettendosi completamente dalla loro parte, in primis come donna. E, forte dell’empatia scaturita da un simile approccio, ha estrapolato 10 storie dall’esistenza di ciascuna di esse, dieci racconti bellissimi che parlano tanto dell’umanità di queste persone – sia come valore sia nel senso stretto di esseri umani, con annessi pregi e difetti -, quanto della non comune determinazione con la quale si sono mostrate e si mostrano al mondo.
Fin dalla prima “personaggia” si percepisce come 10 grandi donne dietro 10 grandi uomini sia un libro sentito dalla stessa autrice, capace di trasmettere emozioni forti al lettore e soprattutto di far meglio comprendere il fondamentale supporto che una donna è in grado di dare a un uomo nelle ricorrenze importanti, così come nella vita di tutti i giorni. Un supporto che non bisogna dare per scontato, ma che difficilmente una donna nega quando le sue azioni sono dettate da amore e rispetto. Forse si tratta di una predisposizione naturale, di un’innata qualità femminile. Quel che è certo, come si evince da ogni storia della Marchiolo, è che la donna – a dispetto di chi continua a relegarla in posizioni di secondo piano per una sua non precisata condizione di debolezza e inferiorità rispetto all’uomo – possiede e sa condividere una forza di spirito, cuore e presenza senza eguali.
10 grandi donne dietro 10 grandi uomini
Sono loro le 10 Grandi Donne di cui si parla in questo libro. Dieci donne accomunate dal ruolo che, in qualità di mogli, madri, sorelle, compagne di vita e di lavoro, hanno o hanno avuto per un uomo altrettanto grande e importante. Donne che si sono trovate a lottare, sperare, condividere momenti di gioia e di dolore, al fianco di personaggi noti – passati per vari motivi agli onori della cronaca italiana e mondiale -, non come appendici, ombre di un potere e di una presenza fisica e morale a loro estranee, ma come l’altra faccia di una stessa medaglia. E accanto – non ‘dietro’ – a queste grandi figure maschili, le 10 grandi donne raccontate dalla giornalista Isabella Marchiolo, si sono costruite un loro nome - corredato sì da un cognome di spicco, ma non da esso dipendente -, hanno forgiato una propria immagine che, in molti casi, le ha rese famose e degne di stima al pari degli uomini a loro legati.
L’autrice è quindi riuscita nell’arduo intento di dimostrare quanto poco valore ha, oggigiorno, il detto “dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna”, un modo di dire sfruttato per secoli in modo esasperato, ma che nella nostra società attuale dovrebbe aver ormai perso la sua connotazione negativa, andando invece a sottolineare una condizione paritaria, sempre più evidente in molte della coppie uomo/donna che l’opinione pubblica tende ad associare, proprio perché ‘insieme’, tali coppie, hanno segnato una svolta nella storia nazionale e internazionale.
Inoltre la Marchiolo non si è limitata ad una mera biografia di queste straordinarie figure femminili. E’ entrata nelle loro menti, nel loro vivere quotidiano, mettendosi completamente dalla loro parte, in primis come donna. E, forte dell’empatia scaturita da un simile approccio, ha estrapolato 10 storie dall’esistenza di ciascuna di esse, dieci racconti bellissimi che parlano tanto dell’umanità di queste persone – sia come valore sia nel senso stretto di esseri umani, con annessi pregi e difetti -, quanto della non comune determinazione con la quale si sono mostrate e si mostrano al mondo.
Fin dalla prima “personaggia” si percepisce come 10 grandi donne dietro 10 grandi uomini sia un libro sentito dalla stessa autrice, capace di trasmettere emozioni forti al lettore e soprattutto di far meglio comprendere il fondamentale supporto che una donna è in grado di dare a un uomo nelle ricorrenze importanti, così come nella vita di tutti i giorni. Un supporto che non bisogna dare per scontato, ma che difficilmente una donna nega quando le sue azioni sono dettate da amore e rispetto. Forse si tratta di una predisposizione naturale, di un’innata qualità femminile. Quel che è certo, come si evince da ogni storia della Marchiolo, è che la donna – a dispetto di chi continua a relegarla in posizioni di secondo piano per una sua non precisata condizione di debolezza e inferiorità rispetto all’uomo – possiede e sa condividere una forza di spirito, cuore e presenza senza eguali.
10 grandi donne dietro 10 grandi uomini
di Isabella Marchiolo
2011, Laurana Editore - Collana 10
pp. 176 € 11,90
L'intervista dalla rubrica "Quota D"
10 grandi donne dietro 10 grandi uomini. Sulla base di quale criterio hai scelto le splendide figure femminili protagoniste del tuo libro?
L’editore mi ha lasciato assoluta libertà di scelta sui personaggi, l’unica indicazione era quella di scegliere “grandi” donne nella cui vita ci fossero uomini caratterizzati da altrettanta grandezza, in ambito politico, sociale o culturale. Detto questo, la selezione è stata comunque ardua: c’erano tante donne di cui avrei voluto parlare, ma ero vincolata dal numero dieci. Così ho pensato di rappresentare donne che esprimessero un universo femminile il più possibile variegato per esperienze, nazionalità,stile di vita e storie personali. Michelle Obama, Hillary Clinton, Yoko Ono,Anna De Grazia, Tahereh Saeedi, Antonietta Vendola, Mina Welby, Rita Borsellino, Harper Lee e Pilar Saramago sono personaggi molto eterogenei, direi che l’unico elemento in comune è il fatto che siano tutte donne mature, chi più giovane e chi meno. Questo perché sotto una certa età, nelle donne famose contemporanee, ho visto piuttosto una grandezza in divenire: ad esempio, mi piace la fresca duchessa inglese Kate Middleton, con le sue idee “commoner”come quella di rinunciare, insieme al principe William, alla servitù reale. Ma oltre la nuvola di gossip e glamour che l’avvolge Kate avrà tempo di dimostrare se è davvero una grande giovane donna.
Il tuo libro non è una raccolta di biografie, ma più che altro una serie di racconti che narrano uno spaccato particolare della loro vita, significativo in rapporto agli uomini che accompagnano, o hanno accompagnato. Come si è svolto il tuo lavoro di selezione e ricerca?
Tutte le donne del libro sono universalmente note. Di loro si è già scritto molto e se io avessi compilato biografie non avrei fatto nulla di nuovo. Pur essendo giornalista, i miei libri sono quasi tutti di narrativa, così è stato per me naturale immaginare queste donne nella forma congeniale del racconto. Ho scelto episodi significativi nella vita di ognuna, eventi spesso casuali o comuni ma a partire dai quali per molte di loro si è diramata quella strada che le ha rese grandi insieme ai loro uomini. Nella pratica, ho tentato di partire dal singolo episodio per raccontare l’interezza del personaggio, ma facendolo sotto un profilo emozionale, quasi cercando deliberatamente il privato nella donna pubblica. Ciò che volevo era raccontare il lato umano, quello in cui può riconoscersi anche chi non è celebre come questi eccezionali personaggi, tutte le donne sconosciute ma speciali nel loro ruolo di cittadine, madri, lavoratici.
L’editore mi ha lasciato assoluta libertà di scelta sui personaggi, l’unica indicazione era quella di scegliere “grandi” donne nella cui vita ci fossero uomini caratterizzati da altrettanta grandezza, in ambito politico, sociale o culturale. Detto questo, la selezione è stata comunque ardua: c’erano tante donne di cui avrei voluto parlare, ma ero vincolata dal numero dieci. Così ho pensato di rappresentare donne che esprimessero un universo femminile il più possibile variegato per esperienze, nazionalità,stile di vita e storie personali. Michelle Obama, Hillary Clinton, Yoko Ono,Anna De Grazia, Tahereh Saeedi, Antonietta Vendola, Mina Welby, Rita Borsellino, Harper Lee e Pilar Saramago sono personaggi molto eterogenei, direi che l’unico elemento in comune è il fatto che siano tutte donne mature, chi più giovane e chi meno. Questo perché sotto una certa età, nelle donne famose contemporanee, ho visto piuttosto una grandezza in divenire: ad esempio, mi piace la fresca duchessa inglese Kate Middleton, con le sue idee “commoner”come quella di rinunciare, insieme al principe William, alla servitù reale. Ma oltre la nuvola di gossip e glamour che l’avvolge Kate avrà tempo di dimostrare se è davvero una grande giovane donna.
Il tuo libro non è una raccolta di biografie, ma più che altro una serie di racconti che narrano uno spaccato particolare della loro vita, significativo in rapporto agli uomini che accompagnano, o hanno accompagnato. Come si è svolto il tuo lavoro di selezione e ricerca?
Tutte le donne del libro sono universalmente note. Di loro si è già scritto molto e se io avessi compilato biografie non avrei fatto nulla di nuovo. Pur essendo giornalista, i miei libri sono quasi tutti di narrativa, così è stato per me naturale immaginare queste donne nella forma congeniale del racconto. Ho scelto episodi significativi nella vita di ognuna, eventi spesso casuali o comuni ma a partire dai quali per molte di loro si è diramata quella strada che le ha rese grandi insieme ai loro uomini. Nella pratica, ho tentato di partire dal singolo episodio per raccontare l’interezza del personaggio, ma facendolo sotto un profilo emozionale, quasi cercando deliberatamente il privato nella donna pubblica. Ciò che volevo era raccontare il lato umano, quello in cui può riconoscersi anche chi non è celebre come questi eccezionali personaggi, tutte le donne sconosciute ma speciali nel loro ruolo di cittadine, madri, lavoratici.
C’è una storia tra quelle che hai descritto a cui sei particolarmente legata, o che dopo esserti documentata ti ha colpito più delle altre?
Sono legata a tutti i personaggi del libro, ma chi legge noterà subito come due racconti – quello sulla scrittrice Harper Lee e quello su Pilar Saramago, traduttrice e vedova del Premio Nobel – sono scritti in prima persona. Ho voluto così esprimere il forte impatto emotivo esercitato sudi me da queste due donne, l’una – Lee – per la limpidezza nell’ammettere e superare la propria fragilità, oltre che per il suo incredibile percorso di scrittrice;l’altra –Pilar Saramago - per la bellezza assoluta e invincibile della storia d’amore che ha avuto in regalo dal destino ed ha coltivato come un dono straordinario.
Dietro al titolo del tuo libro, come spiega anche Alessandra Casella nella sua bellissima prefazione, si cela spesso una connotazione negativa: la donna, nell’immaginario storico-politico-sociale, è sempre vista come ombra del proprio uomo. Qual è la tua opinione in merito?
Il titolo del libro si presta alla polemica, ma è chiaro(o almeno spero che lo sia a chi legge il libro) che l’obiettivo è quello di contestare il detto sicuramente misero secondo cui le grandi donne si“nascondono” sempre dietro i grandi uomini. Nel tempo abbiamo dimostrato ampiamente di poter fare bene da sole, dunque non credo che oggi sia utile incaponirsi nel dibattito su chi deve stare un passo avanti o uno dietro. Quando mi è stato proposto il progetto del libro, ho accettato perché ho inteso in altro modo il binomio grande donna-grande uomo. Quello che mi interessava era raccontare storie di rapporti felici tra uomini e donne legati tra loro avario titolo (coniugi, madri e figli, amici, fratelli e sorelle). Da questi rapporti felici si sprigiona una grandezza che non ha bisogno di misurini. Tra Michelle e Barack Obama non importa più chi affianca chi. Un altro proverbio dice “meglio soli che male accompagnati”. Ecco, nel mio libro ho scelto donne e uomini che si accompagnano a vicenda, e in casi come questi ben venga essere in due senza che ciò scateni campanilismi sessuali.
In Italia e nel mondo, secondo te, quali sono oggi le ‘grandi donne’ che potrebbero già essere simbolo di un capovolgimento nel modo di considerare la figura femminile in rapporto a quella maschile?
Le donne del libro mi sembrano esemplari, ma ce ne sono tante altre in tutti i settori della vita pubblica. In Italia ne vedo poche(cito in due campi disparati la parlamentare Anna Finocchiaro e la giornalista Milena Gabanelli) perché qui prevale una mentalità maschilista e retrograda, e purtroppo persino l’educazione dei figli va in questa direzione. Al mare mia figlia - tre anni - ha fatto amicizia con una coetanea veneta ed entrambe giocavano a ballare sulle sedie a sdraio del lido. Il commento della nonna dell’altra bimba è stato: “Una bionda e una bruna, sembrano le veline”. Per aggiungere poi, pensando al futuro, “… eh, sperèm”. Nulla da dire: una velina o valletta che sia è un lavoro rispettabilissimo (oltre che più remunerativo di tanti dottorati o praticantati). Sarà mia figlia a decidere cosa fare da grande, ma se devo dire la mia non è che io smani perché lei diventi una velina…
L’universo femminile ti sta molto a cuore, come hai dimostrato in questo e in altri tuoi libri e scritti precedenti. Quali progetti letterari che parlino di donne hai in cantiere per il futuro?
Il mio terzo romanzo, che dovrebbe essere pubblicato nel 2012, è una storia molto femminile perché incentrata sulla maternità. Inoltre ho iniziato a scrivere un altro romanzo con una protagonista emotivamente spiazzante, che attraverso le sue esperienze dolorose e forti racconta una relazione molto controversa con gli uomini.
Sono legata a tutti i personaggi del libro, ma chi legge noterà subito come due racconti – quello sulla scrittrice Harper Lee e quello su Pilar Saramago, traduttrice e vedova del Premio Nobel – sono scritti in prima persona. Ho voluto così esprimere il forte impatto emotivo esercitato sudi me da queste due donne, l’una – Lee – per la limpidezza nell’ammettere e superare la propria fragilità, oltre che per il suo incredibile percorso di scrittrice;l’altra –Pilar Saramago - per la bellezza assoluta e invincibile della storia d’amore che ha avuto in regalo dal destino ed ha coltivato come un dono straordinario.
Dietro al titolo del tuo libro, come spiega anche Alessandra Casella nella sua bellissima prefazione, si cela spesso una connotazione negativa: la donna, nell’immaginario storico-politico-sociale, è sempre vista come ombra del proprio uomo. Qual è la tua opinione in merito?
Il titolo del libro si presta alla polemica, ma è chiaro(o almeno spero che lo sia a chi legge il libro) che l’obiettivo è quello di contestare il detto sicuramente misero secondo cui le grandi donne si“nascondono” sempre dietro i grandi uomini. Nel tempo abbiamo dimostrato ampiamente di poter fare bene da sole, dunque non credo che oggi sia utile incaponirsi nel dibattito su chi deve stare un passo avanti o uno dietro. Quando mi è stato proposto il progetto del libro, ho accettato perché ho inteso in altro modo il binomio grande donna-grande uomo. Quello che mi interessava era raccontare storie di rapporti felici tra uomini e donne legati tra loro avario titolo (coniugi, madri e figli, amici, fratelli e sorelle). Da questi rapporti felici si sprigiona una grandezza che non ha bisogno di misurini. Tra Michelle e Barack Obama non importa più chi affianca chi. Un altro proverbio dice “meglio soli che male accompagnati”. Ecco, nel mio libro ho scelto donne e uomini che si accompagnano a vicenda, e in casi come questi ben venga essere in due senza che ciò scateni campanilismi sessuali.
In Italia e nel mondo, secondo te, quali sono oggi le ‘grandi donne’ che potrebbero già essere simbolo di un capovolgimento nel modo di considerare la figura femminile in rapporto a quella maschile?
Le donne del libro mi sembrano esemplari, ma ce ne sono tante altre in tutti i settori della vita pubblica. In Italia ne vedo poche(cito in due campi disparati la parlamentare Anna Finocchiaro e la giornalista Milena Gabanelli) perché qui prevale una mentalità maschilista e retrograda, e purtroppo persino l’educazione dei figli va in questa direzione. Al mare mia figlia - tre anni - ha fatto amicizia con una coetanea veneta ed entrambe giocavano a ballare sulle sedie a sdraio del lido. Il commento della nonna dell’altra bimba è stato: “Una bionda e una bruna, sembrano le veline”. Per aggiungere poi, pensando al futuro, “… eh, sperèm”. Nulla da dire: una velina o valletta che sia è un lavoro rispettabilissimo (oltre che più remunerativo di tanti dottorati o praticantati). Sarà mia figlia a decidere cosa fare da grande, ma se devo dire la mia non è che io smani perché lei diventi una velina…
L’universo femminile ti sta molto a cuore, come hai dimostrato in questo e in altri tuoi libri e scritti precedenti. Quali progetti letterari che parlino di donne hai in cantiere per il futuro?
Il mio terzo romanzo, che dovrebbe essere pubblicato nel 2012, è una storia molto femminile perché incentrata sulla maternità. Inoltre ho iniziato a scrivere un altro romanzo con una protagonista emotivamente spiazzante, che attraverso le sue esperienze dolorose e forti racconta una relazione molto controversa con gli uomini.
Carlotta Pistone

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