lunedì 5 dicembre 2011

IL DOLCE PERDONO

(Questo mio racconto, liberamente ispirato alla storia della fantina Maria Sacco, è stato pubblicato il 4 dicembre sul Quotidiano della Calabria. Qui il pdf del racconto)


«Se osservi bene le lucertole, te ne accorgi. È facile: alcune hanno le zampe anteriori più grosse, di queste ti puoi fidare. Perché pure se evolvono, sono discendenti dei brachiosauri». A quel punto, il ragazzino si alzava sulle punte delle sneakers spellate ai bordi, e allargava le braccia in una circonferenza sbilenca di spazio: «Sono grandissimi, così… i brachiosauri, però buoni. Non te li ricordi sulle figurine di ieri?»
«A me le lucertole sembrano tutte uguali», obiettava Sara.

lunedì 28 novembre 2011

Il treno del lago

(Questa mia recensione al romanzo di Sue Miller edito da Tropea è stata pubblicata oggi sul Quotidiano della Calabria)

Non lo ammetteremmo mai, poiché desiderare la morte di qualcuno è un pensiero che appartiene ai recessi più brutali dell’animo umano. Nessuno, dunque, confesserebbe di aver formulato almeno una volta questa spontanea e crudele speranza a proposito di mariti o mogli, figli o genitori, semplicemente per l’ebbrezza onnipotente d’immaginare un’esistenza nuova. Una vita alternativa, insomma, dove, con l’innocua “eliminazione” di qualcuno, si realizzi l’utopia estrema della libertà dal proprio presente.

lunedì 14 novembre 2011

Piccolo testamento

(Questa mia recensione del romanzo di Gabriele Dadati, che posto con colpevole ritardo per motivi tecnici, era stata pubblicata sul Quotidiano della Calabria)

Se si hanno tra i trenta e i quarant’anni e un qualche ideale civile inespresso, davvero viene da invidiarlo questo giovane uomo che è la voce narrante di Piccolo testamento, romanzo dello scrittore piacentino Gabriele Dadati edito da Laurana. Viene da invidiarlo perché il giovane uomo che racconta una lunga notte insonne in un appartamento afoso e infestato da fantasmi della memoria ha avuto il destino benefico di incontrare un maestro. Parola quasi estinta nell’Italia di oggi, il paese degli scandali e dell’incultura elevata a potere, dove l’idea stessa dell’educare - o meglio prendere intellettivamente in carico - e l’istinto di onestà nel condividere un’esperienza di vita e farne oggetto di fruizione – di eredità civica, persino – per un giovane sono divenuti concetti alieni e incomprensibili.

venerdì 11 novembre 2011

Imprese da favola

L'Italia ha la percentuale europea più alta di donne imprenditrici. Possibile che sia vero, nel paese dominato dall’icona materna e dove la popolazione femminile con posto retribuito è del 46%? Invece, secondo le statistiche, questo è un paradosso reale: le italiane a capo di un’impresa sono il 16% delle lavoratrici, contro il 10% di media in Europa. E per giunta il milione e 400 mila attività avviate non ha a che fare solo con le “classiche” competenze in asili, gastronomia o tessile, ma osano esplorare terreni che il sessismo vuole maschili, come l’edilizia o l’impiantistica.

lunedì 24 ottobre 2011

Un grande Paese

Quello che segue è un brano che ho scritto per un progetto della poetessa Antonella Pagano, che sta per pubblicare il libello "Evviva l'Italia" con 150 contributi sull'essere italiani


Oggi è il 24 ottobre 2011 e come quasi ogni giorno in redazione mi occupo delle pagine di politica nazionale. Dalle agenzie leggo un intervento della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che, in relazione alla polemica dialettica del giorno, dice: “Non è accettabile che Merkel e Sarkozy si permettano di fare risolini su un grande paese come il nostro”. Devo ammettere che il mio primo pensiero non è stato da italiana ferita nell’orgoglio, quel pensiero opportunamente esternato dalla Marcegaglia con il suo sdegno verso il presidente francese e la cancelliera tedesca (i quali se ridacchiavano non di Berlusconi ma a proposito della crisi economica italiana hanno per lo meno peccato di stile – su questo anch’io sono d’accordo con lady Confindustria).

mercoledì 19 ottobre 2011

Tutto era verde a Teheran

Nei giorni scorsi al regista iraniano Jafar Panahi è stata confermata la condanna a sei anni di carcere e vent'anni di divieto di girare film. Panahi, autore tra l'altro di un film neorealista girato durante la protesta per i brogli elettorali di Ahmadinejad (e mai ultimato) è accusato di "propaganda contro il regime" e di essere soggetto "pericoloso per la sicurezza dello Stato). Tahereh Saeedi, la moglie del regista, è una delle protagoniste del mio libro 10 grandi donne dietro 10 grandi uomini, edito da Laurana. Posto il capitolo del libro dedicato a lei, che s'intitola "Tutto era verde a Teheran


Il portone blindato stava per aprirsi. Dopo un mese Tahereh avrebbe rivisto suo marito. La luce della mattina sbatteva negli interstizi della parete di mattoni, contro la grande insegna nera con il doppio nome, in arabo e inglese, della prigione di Evin.
Suo marito era lì da trenta giorni, e nessuno di loro sapeva in quale reparto fosse detenuto. Tahereh Saeedi sentì la pelle tirare, brividi rappresi che s’appuntivano sulla superficie delle braccia. Sotto il sole il tetto del gabbiotto azzurro all’ingresso svelava incrostazioni di ruggine.

martedì 16 agosto 2011

Su NOME D'ARTE GORAN/2

(Posto la recensione di Paola Abenavoli su "Nome d'arte Goran" edito da Città del Sole, pubblicata su Cultural Life, a questo link)

Un vortice di sentimenti, di parole, di pensieri, tradotto con uno stile che, come di consueto nella sua opera, fa la differenza, caratterizza ogni libro dell’autrice: una ricerca, quella stilistica, che Isabella Marchiolo utilizza per dar vita ai suoi personaggi, alle sue storie, dando loro la giusta personalità, il giusto carattere. Come fa anche nel suo ultimo romanzo, “Nome d’arte Goran – Un amore di tanti anni fa”, uscito recentemente per Città del Sole.


lunedì 8 agosto 2011

Su DIECI GRANDI DONNE/7

(Posto la recensione di Clarissa Pace su Art Apart of Culture, intitolata "Isabella Marchiolo racconta vite famose", al libro 10 grandi donne dietro 10 grandi uomini, edito da Laurana. Qui il link alla pagina della recensione)

Ma davvero dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna?
Sembra un luogo comune, l’ennesimo sminuire il ruolo delle donne, considerate per il loro apporto al brillare del potere maschile anzichè per la loro possibilità (mai riconosciuta) di avere esse stesse potere.

Eppure nessuna delle donne che Isabella Marchiolo inventa nel suo libro 10 grandi donne dietro 10 grandi uomini (LauranaEditore) aveva scelto di andare oltre la propria vita quotidiana se non ci fossero stati eventi, congiunzioni astrali, drammi o successi tali e tanto importanti da portarle alla ribalta. Luminose e illuminanti.

mercoledì 3 agosto 2011

Così viviamo per dire sempre addio

(Questa mia recensione al libro "Così viviamo per dire sempre addio" di Andrea Frezza, edito da Rubbettino, è stata pubblicata oggi sul Quotidiano della Calabria)

Lo scorso giugno, poche settimane prima dell’uscita del suo ultimo romanzo “Così viviamo per dire sempre addio” (Rubbettino), il regista e romanziere Andrea Frezza mi confidò di non voler più scrivere. Perché - disse - si sente stanco, perché della sua vita e delle sue storie ha già detto tutto, o almeno tutto ciò che era importante dire. Io non ho commentato. Capivo quello che intendeva, e sarebbe stato banale rispondere cose come “non posso crederci” oppure “spero che cambierai idea” o peggio “mi dispiace” e piaggerie varie sull’opera a venire sottratta ai lettori. Semplicemente un romanziere sa quando scrivere è un impulso vitale e necessario, e nello stesso modo illuminante e spietato riconosce il momento in cui questa scintilla si affievolisce e la scrittura – proprio quella forza passionale, trascinante – diventa uno sforzo quasi fisico, come un’amante troppo faticosa, di cui corpo e cuore non reggono i ritmi. E questo probabilmente è accaduto a Frezza.


martedì 2 agosto 2011

Su DIECI GRANDI DONNE/6

(Posto la recensione e l'intervista di Carlotta Pistone su "10 grandi donne dietro 10 grandi uomini" per Mondo Rosa Shokking. Qui e qui i link dal sito di MRS)

Michelle Obama, Mina Welby, Pilar Saramago, Antonietta Vendola, Tahereh Saaedi Panahi, Hillary Clinton, Anna De Grazia, Harper Lee, Rita Borsellino, Yoko Ono Lennon.
Sono loro le 10 Grandi Donne di cui si parla in questo libro. Dieci donne accomunate dal ruolo che, in qualità di mogli, madri, sorelle, compagne di vita e di lavoro, hanno o hanno avuto per un uomo altrettanto grande e importante. Donne che si sono trovate a lottare, sperare, condividere momenti di gioia e di dolore, al fianco di personaggi noti – passati per vari motivi agli onori della cronaca italiana e mondiale -, non come appendici, ombre di un potere e di una presenza fisica e morale a loro estranee, ma come l’altra faccia di una stessa medaglia. E accanto – non ‘dietro’ – a queste grandi figure maschili, le 10 grandi donne raccontate dalla giornalista Isabella Marchiolo, si sono costruite un loro nome - corredato sì da un cognome di spicco, ma non da esso dipendente -, hanno forgiato una propria immagine che, in molti casi, le ha rese famose e degne di stima al pari degli uomini a loro legati.

lunedì 1 agosto 2011

Diventare grandi

Così, mentre il sole estenuante di una mattina troppo calda filtra dai pori della serranda, io la sento. Sento la mia bambina che parla con la nonna e dice “non riesco”. La sua voce acuta e rotonda arriva dalla cucina, io sono seduta sul divano del soggiorno ad allattare il piccolo e subito c’è quella trafittura in mezzo al petto, quella cosa che mi fa male ogni volta che vorrei essere insieme a lei e invece sono con il fratello, e ogni volta che sono felice di quest’altro forte amore e mi sento in colpa per esserlo.

domenica 17 luglio 2011

ALBA E LE MAREE

(Questo mio racconto è stato pubblicato domenica 17 luglio sul Quotidiano della Calabria. Qui e qui il pdf del racconto)

Il cestino era annodato a una corda pelosa lunga qualche centinaio di metri, e scendeva giù tentennando, con certe oscillazioni ritmiche e quasi aggraziate. Alba lo calava oltre la ringhiera del balcone, srotolando la corda fino a me, che aspettavo sul marciapiede con la busta che conteneva una spesa essenziale, appena sufficiente al fabbisogno di una svogliata sopravvivenza. Quando il cestino toccava terra avvertivo un sussulto sordo accanto ai miei sandali con la zeppa di sughero bucherellato.

mercoledì 6 luglio 2011

Su DIECI GRANDI DONNE/5

(Posto la recensione di Carlo Di Stanislao per il Capoluogo d'Abruzzo sul mio libro Dieci grandi donne dietro dieci grandi uomini, edito da Laurana)

«Una donna è un paese straniero del quale, anche quando vi si stabilisca da giovane, un uomo non arriva mai a capire a fondo i costumi, la politica e la lingua» Coventry Patmore, L'angelo della casa, 1854.
«Un uomo può mentire, rubare, perfino uccidere; ma finché resta attaccato al suo orgoglio è sempre un uomo. A una donna invece basta fare uno scivolone ed è una sgualdrina» Nicholas Ray, Johnny Guitar, 1954

martedì 7 giugno 2011

Su DIECI GRANDI DONNE/4

(Posto la recensione di Bruno Giurato per Lettera 43 sul ritratto della madre di Nichi Vendola in "Dieci grandi donne dietro dieci grandi uomini")

Per l'uomo latino il culto della madre è qualcosa di più che una debolezza machista. La battuta di Roberto Benigni nei panni di Johnny Stecchino («Gli ho detto che gli avevo ammazzato la moglie, gli ho chisto scusa; s'è incazzato, nemmeno gli avessi ammazzato la mamma»). È teatro civile, la realtà è un' altra. Amare la mamma, in certi contesti, è un debito riconosciuto verso la vita.
Lo sa bene il governatore di tutte le Puglie, Nichi Vendola, che nelle ultime amministrative, con gli uomini del suo partito ha avuto le sue belle soddisfazioni. Del resto dietro un uomo di successo c'è sempre, o quasi, una grande donna. Nel caso di Vendola si tratta di Antonietta, sua madre.

Su LADYMEN/8

(Posto la recensione di Rosina Madotta su "Ladymen - Una donna racconta le trans" per Bottega Scriptamanent)

Gli avvenimenti recenti del nostro paese hanno portato alla ribalta della cronaca il mondo delle trans, una realtà pressoché sconosciuta in precedenza, troppo spesso associata agli scandali politici – frutto della mentalità che caratterizza quella porzione di società morbosamente avvinghiata alle fantasie d’una sessualità deviata – e un parallelismo infamante, alla trasgressione e la prostituzione. Eppure in ogni persona transessuale si celano storie e sentimenti d’infinita drammaticità: esistenze nascoste nell’ombra, desideri costantemente repressi, sensazioni d’estraneità in un corpo sbagliato sin dalla nascita, negazione dei diritti civili. Una lettura superficiale potrebbe portare a giudizi affrettati e visioni retoriche di quelle che sono, invece, storie di vite segnate dal dolore, dall’emarginazione, dalla solitudine.

mercoledì 1 giugno 2011

Su NOME D'ARTE GORAN/1

(E' in distribuzione il mio romanzo "Nome d'arte Goran - Un amore di tanti anni fa", edito da Città del Sole. Qui il comunicato stampa completo. Posto l'incipit del libro)



Quando l’amore vi chiama, seguitelo
anche se ha vie ripide e dure
K.Gibran

“Una volta ero quel tipo di donna che ama senza limiti, oltre ogni legittimo confine della dignità. Non ce ne sta tanta gente, di ‘sta risma. Non lo dico mica per incensarmi, ma pure il mio è un po’ un primato in questa vita da polli in batteria.
L’eccezionalità dell’autolesionismo spinto all’estremo. Ci riusciamo in pochi, per quanto ne so io. Manco a dirlo, perlopiù faccende di sesso. Come quel tipo zoppo che viveva con una che lo rifiutava a letto. Quell’altro che si teneva una moglie frigida e non riusciva nemmanco a tradirla. La donna che c’aveva messo una croce sopra ad avere figli perché l’omo suo non ne voleva. E me. Per amore io ho perduto l’unica cosa vera che c’avevo. E sembrava che ne valesse la pena.

lunedì 30 maggio 2011

In libreria NOME D'ARTE GORAN

(E' in arrivo in libreria il mio secondo romanzo "Nome d'arte Goran - Un amore di tanti anni fa", edito da Città del Sole. Posto il comunicato stampa del libro)

"Si disse che doveva farlo per salvarsi la vita e non capì il senso di quel pensiero. Le sembrò assurdo, forse soltanto una perdonabile follia da innamorati, che poteva assecondare senza elucubrazioni. Era come ritornare da una seconda procreazione, come se non avesse diciotto anni, la giovinezza fosse già consumata e lei dovesse mettere da parte quell’amore per essere certa di esistere ancora.
Lui era una matrice, l’attrezzatura necessaria per riprodurre la felicità".

martedì 24 maggio 2011

Solo uno sbalzo di tempo

La storia del padre che dimentica la sua bambina nell’auto mi ha rammentato alcune considerazioni che giorni fa elaboravo su responsabilità, istinto e osmosi affettiva tra genitori e figli. In realtà quando senti una storia del genere, se hai bambini, la prima cosa che pensi è: ma come è potuto accadere? E subito dopo, con un sillogismo rinfrancante e assolutorio, pensi anche: a me non sarebbe accaduto.

venerdì 20 maggio 2011

Su DIECI GRANDI DONNE/3

(Posto la recensione di Paola Abenavoli, che trovate qui, sul mio libro "Dieci grandi donne dietro dieci grandi uomini", edito da Laurana; Qui il comunicato stampa del libro)

Dieci grandi donne dietro dieci grandi uomini. O meglio, al loro fianco. O un passo avanti. Ma non solo, anzi di più. Dieci donne con una loro personalità forte, con un ruolo costruito oltre gli uomini cui stanno accanto. Dieci persone accomunate non tanto dal fatto di essere madri, sorelle, mogli, amiche di, quanto da una forza straordinaria, da una volontà, da sentimenti, dalla voglia di tenere insieme tante “lei” dentro se stesse, di far andare avanti tutto. Figure che si stagliano con la loro azione, con il loro essere, rompendo schemi e stereotipi. Figure il cui “sé” si distingue, è delineato in tutta la sua pienezza ed unicità.

giovedì 19 maggio 2011

Su DIECI GRANDI DONNE/2

Dal 20 maggio è in libreria il mio libro "Dieci grandi donne dietro dieci grandi uomini", edito da Laurana. Posto qui l'introduzione. Qui una recensione di Nunzio Festa. Qui e qui un ampio servizio di Cristina Vercillo sul Quotidiano della CalabriaQui il comunicato stampa del libro)



Dieci comuni donne straordinarie
Se mi chiedessero di stilare un decalogo di cose, persone o categorie da salvare, un ipotetico bagaglio utile del mondo di oggi da portare con noi nel futuro, io non potrei fare a meno di pensare alle donne.
E non è per una sorellanza di genere, perché anch’io sono una donna. No, questa sarebbe semplicemente un’associazione logica: le donne generano vita, e senza di loro a un certo punto dell’umanità non rimarrebbe comunque nient’altro da salvare. Insomma, questo significa che non è possibile estinguerci o decidere di cancellarci da un elenco ideale delle cose importanti. E siccome credo poco alle probabilità della scienza di procreare al di fuori di un grembo femminile, almeno nel futuro che fino ad adesso riusciamo a immaginare, siamo ancora indispensabili.

lunedì 2 maggio 2011

Su DIECI GRANDI DONNE/1

(Posto il comunicato stampa del mio libro "Dieci grandi donne dietro dieci grandi uomini" in uscita il 20 maggio per Laurana. Qui una segnalazione - con animata discussione - di Loredana Lipperini; qui una segnalazione di Giuseppe Iannozzi)

"10 grandi donne dietro 10 grandi uomini" è il primo titolo di "Dieci!" la nuova collana di Laurana Editore, e si pone come obiettivo quello di scavare dentro il detto "Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna", quasi a volerlo ribaltare.
Isabella Marchiolo, l'autrice, si è chiesta chi siano nel mondo d'oggi queste grandi donne e ha scelto dieci figure molto diverse tra loro, per quanto accomunate dal coraggio, un coraggio che le ha portate a fare della propria identità un motivo di forza, spesso in situazioni in cui l'essere donna poteva apparire un ostacolo alla carriera o alla mentalità comune.

Dieci grandi donne

(Il 20 maggio arriva in libreria il mio libro "Dieci grandi donne dietro dieci grandi uomini" edito da Laurana. Su Affaritaliani.it un'anticipazione di Antonio Prudenzano, che posto di seguito)

Lo sbarco dei primi titoli in libreria è previsto per il prossimo 20 maggio. Parliamo di  “Dieci!”, la nuova collana della piccola casa editrice indipendente milanese Laurana, nata da una costola del marchio Melampo (i primi libri di questa realtà fortemente voluta da Calogero Garlisi, l’amministratore delegato di Melampo, sono in libreria dallo scorso settembre, ndr). L'editor (e scrittore) Gabriele Dadati, anticipandone i contenuti ad Affaritaliani.it, premette che finora il bilancio per questa nuova esperienza editoriale è "molto positivo.

sabato 2 aprile 2011

Il volto del libro, uno nessuno e centomila

(Posto il comunicato stampa dell'ottvavo convegno nazionale sulla letteratura "Il volto del libro - Uno, nessuno, centomila", organizzato dall'associazione Pietre di Scarto a Reggio Calabria dal 14 al 16 aprile, al quale parteciperò con la lettura di un mio racconto durante il reading del 14 aprile. Qui il programma del convegno)

L'Associazione Culturale Pietre di scarto comunica che lunedì 4 aprile 2011, alle ore 16.30, presso la Sala Biblioteca della Provincia, il Prof. Angelo Vecchio Ruggeri, dirigente scolastico, e la prof.ssa Tita Ferro presenteranno gli atti del 7° convegno nazionale sulla letteratura, “Chi fuor li maggior tui?”, edizioni Città del Sole, e l'8° convegno nazionale sulla letteratura, “ Il Volto del libro: uno, nessuno, centomila”, che si svolgerà a Reggio Calabria, dal 14 al 16 aprile 2011, presso la Sala Conferenze del Palazzo della Provincia.

venerdì 1 aprile 2011

Questo dolore scritto sull'acqua

La mattina in cui mi dimettono dall’ospedale, nello schermo dell’ecografia la prima immagine del mio utero non più gravido somiglia a un terreno dove fluttuano i fuochi fatui di spighe o di qualche esile pianta smossa dal vento. Il ginecologo che mi esamina dice quello che di solito in questi casi dicono i medici. Ci rivediamo l’anno prossimo, sei pronta per un altro bimbo.

lunedì 14 marzo 2011

Cosa significa periferia

Il mio secondo romanzo, Nome d’arte Goran, pubblicato da Città del Sole, è probabilmente l’ultima mia narrazione collocata nell’indeterminatezza geografica. Una direzione che avevo preso, sin dai racconti di Comuni immortali, per rappresentare un’idea onnicomprensiva di Sud che – per come la vedo io – ingloba la dimensione esistenziale dei luoghi. Per me è il lato sentimentale del Mezzogiorno, quella cosmogonia di umanità, iconografie, simboli e anche luoghi comuni che caratterizzano la vita alle latitudini dell’emisfero meridionale. Di tutto questo fa parte, in una misura quasi totalitaria, la forma vaga e indefinibile della periferia.

giovedì 10 marzo 2011

La scrittura amorale

Quali effetti ci si aspetta che susciti un racconto, o un romanzo, in chi lo legge? Immedesimazione. Puro e consumistico piacere di lettura. Bellezza o, a tradimento, il suo opposto, ovvero il contorno imperfetto e disarmonico della realtà. Queste considerazioni mi tornano a galla dopo aver riletto "Il male naturale” di Giulio Mozzi, ripubblicato da Laurana editore e richiamato alla memoria le polemiche che accompagnarono tredici anni fa l’uscita del libro di racconti.
Certamente in pochi, quando leggiamo, desideriamo star male. Nessuno, per lo meno consciamente, sceglie un libro perseguendo la ricerca di emozioni negative o stati di turbamento.

lunedì 7 marzo 2011

Nato l'8 marzo

Come ogni anno, un giro lungo di lancette ed è di nuovo l’8 marzo, ed è di nuovo il suo compleanno. Trentotto anni, trentasette settimane di gravidanza. I calcoli sono esatti, e millimetrica è anche la crescita della pancia gonfia che tira sotto la curva turgida del seno e scolpisce una sfera di carne tesa e respira pregna, ogni giorno più pesante appena sopra il cippo d’epidermide spianata del pube dove Chiara da tre mesi deve depilarsi alla cieca. Con uno specchietto davanti alle cosce e il rasoio che annaspa e le lascia addosso pelucchi vaganti di gatto.

lunedì 14 febbraio 2011

Un romanzo di famiglia

“Possibile che non avessi altro a cui pensare? E soprattutto, possibile che non avessi altro da scrivere?” Le domande che Alan Bennett si pone nel libro “Una vita come le altre” sono galleggiate in testa anche a me. Bennett è un drammaturgo inglese che a oltre sessant’anni si mette a indagare su un segreto familiare, il dissepolto suicidio del nonno. Da lì inizia un’analisi sulla madre, più volte ricoverata in clinica psichiatrica, poi sul padre e su se stesso. Io invece sono una che ha scritto un romanzo, ancora inedito, dove si parla di una donna che non ha risolto certi atavici conflitti con la famiglia. E, come Bennett, mi chiedo: perché, a trentacinque anni come a sessanta, un autore non riesce a fare a meno di parlare di genitori, figli e tutto ciò che ruota all’apparato sentimentale di una famiglia?