giovedì 22 luglio 2010

Su UN GIORNO COME LEI/9

(Posto la recensione di Antonella Falco su "Un giorno come lei")

"Questo romanzo è ispirato alle vite di quelli che scappano, per la fragilità. A quelli che restano, per il coraggio. E a quelli che nascono, per la vita stessa". Ecco spiegato, attraverso le parole dell’autrice, il nucleo profondo di "Un giorno come lei" (Abramo), il primo romanzo di Isabella Marchiolo, che già si era fatta notare con il libro di racconti "Comuni immortali" (Palomar 2006), vincitore del Premio Anassilaos Giovani. La vicenda si snoda intorno alle vite di Federico e Lorenza, due fratelli, lui giornalista, lei avvocato, che dietro un’apparente realizzazione professionale celano un grumo di questioni esistenziali irrisolte.
All’origine di tutto, l’abbandono della madre, Catena, che trent’anni prima ha scelto di lasciare la famiglia insieme all’amante Jacopo. Un’assenza che nel tempo ha finito per proiettare l’immagine di Catena nello spazio atemporale del mito, trasformandone la mancanza in una presenza tanto sotterranea quanto pervasiva nelle vite dei figli a lei indissolubilmente legati da un ambiguo sentimento di attrazione-repulsione.

lunedì 19 luglio 2010

L'aiuto e Via col Vento

“Via col vento”, il mio film preferito, è un film razzista? Ne ebbi contezza anni appredendo anni fa della sesta riedizione italiana dell’opera, nel '77, dove si ascoltava un nuovo doppiaggio in italiano perfetto al posto di quell’indigeno idioma con i borborigmi delle consonanti e i verbi coniugati all’infinito parlato dagli schiavi neri nel film originario.
Avevo visto per la prima volta “Via col vento” quando la Rai si aggiudicò il debutto televisivo del film (frammentato in due prime serate), al quale sarebbero seguiti reiterati passaggi, dalla mia preadolescenza fino ai giorni nostri nelle collocazioni nottambule relegate dopo le 22.30. Ero stata affascinata dal romantico dramma di Rossella e Rhett, dalla bellezza delle scenografie e degli abiti, dall’ambientazione storica (alle medie la storia americana mi piaceva molto). Non avevo mai fatto caso a quella distonia linguistica tra bianchi e neri, o per lo meno la discrepanza non toglieva ai miei occhi tragicità e verosimiglianza alle vicende del film. Riuscivo a commuovermi ogni volta che Mamie, seduta sulla scalinata rivestita di velluto rosso nella villa dei Butler, piangeva raccontando a Melania dell’incipiente follia di Rhett dopo la morte della figlia Diletta. Era toccante anche se Mamie parlava in quel modo, da macchietta del più becero colonialismo.

Su LADYMEN/3

(Questa recensione di Cristina Vercillo su "Ladymen" è stata pubblicata sul Quotidiano della Calabria. Qui il comunicato stampa del libro)

«Io sono l'inverso di quello che mio padre aveva sognato per suo figlio, sono la sua figlia amata al contrario. Sono quello che straripa da una donna, solo che questa donna sono io». Vanessa Mazza, «bella e iperfemminile, tanti capelli e tante forme» spiega così il mistero dell'essere trans, uomini e donne nati in un errore genetico, un tempo bimbi privati della «fanciullesca leggerezza dell¹infanzia, pensierosi, assediati da rovelli irrisolvibili». Sente di essere una donna con la forza di un uomo, in grado di essere tante donne, «una ogni giorno della settimana», con il seno della misura che vuole e del materiale che può permettersi di  pagare. Trentasei anni, italiana di origini brasiliane, non usa tecnicismi e definizioni. In quell'inverso e contrario c¹è tutto un carico di emozioni, sensibilità e umanità nascosto alla collettività dai soliti stereotipi. Il mistero delle trans è nella figura annebbiata impressa sulla copertina di "Ladymen", il libro di Isabella Marchiolo, giornalista di professione e scrittrice per vocazione.

domenica 11 luglio 2010

Su LADYMEN/2

(Questo brano, intitolato "Interno con famiglia e trans", è il prologo del mio libro "Ladymen - Una donna racconta le trans", edito da Falzea e in libreria dal 14 luglio. Qui il comunicato stampa sul libro)

"Tutti noi siamo condannati
A un solitario confino nella nostra pelle, a vita"
(Tennessee Williams)

L’idea era venuta al mio amico Emanuele, in una sera di polverose peregrinazioni sulla mappa consunta dei sabati sera di periferia. La notte prefestiva era acciambellata nelle strade, dentro il riverbero dei fari delle auto e delle insegne di pizzerie e cornetterie, dove le sagome della gente in attesa di entrare o uscire sembravano una sfilata di manichini. Eravamo in cinque, tre uomini e due donne, ed Emanuele propose di andare in piazza stazione a “sfottere i travestiti”.
Non ricordo che anno fosse, adesso lo localizzo nel tempo di quell’età irresponsabile situata a metà tra la fine dell’adolescenza e una maturità ancora in esercizio – età che in Italia, e soprattutto al Sud, può collocarsi in un’anagrafe estensibile dalla fine del liceo ad una degenza universitaria di lunghezza imprecisata.
La coordinata esatta che mi rimane di quell’episodio è che erano apparse le prostitute trans, ed erano l’ultimo innesto in una serra di perversioni sessuali d’avanguardia, come quella già rodata dei travestiti. Iniziavano a vedersi in giro – prima uomini carnevaleschi vestiti da femmine, poi presunte donne dalla fisionomia massiccia, virago esotiche. Quando se ne parlava, come quella sera con i miei amici, ci si domandava che tipo di uomini pagassero per possedere il caos sessuale di quei corpi.

sabato 10 luglio 2010

Due notizie sul corpo delle donne

In questi giorni leggo due notizie che riguardano il corpo delle donne. E non è casuale che siano entrambe sottotesto della nostra capacità procreatrice, la suprema ed esaustiva funzione delle femmine.
La prima notizia è la scoperta di un sistema per calcolare l’età in cui entreremo in menopausa. Insomma, possiamo programmare la sveglia sul nostro orologio biologico, senza temerne l’imprevedibilità. Sarà medicalmente utile? Ma, soprattutto, una simile analisi sarà psichicamente benefica? Penso che, se affidabile, si tratti di una ricerca importante per tutte le donne che rimandano una gravidanza per poi tentare di rincorrerla mentre il famoso orologio sta cronometrando. In realtà, il tempo è un concetto immodificabile. Le ore per svolgere un esame sono sempre quelle statuite, ferme e indifferenti: lo sapevamo dall’inizio, quando i sorveglianti ci hanno dato il via, e cambia poco se iniziamo a scrivere soltanto negli ultimi quindici minuti.

giovedì 8 luglio 2010

Su UN GIORNO COME LEI/8


(Posto la recensione di Raffaello Ferrante su "Un giorno come lei" per booksbrothers.it)

Siamo a sud, in un – volontariamente - imprecisato paesino costiero della provincia italiana, costantemente impregnato di elezioni, corruzione e cronaca nera. Federico, che di mestiere fa il giornalista d'inchiesta per una tv locale, è sulle tracce di uno strano e spinoso intrigo immobiliare. La nota famiglia di costruttori Lamberto – nota anche per le sue non troppo segrete commistioni con la malavita locale -, pare infatti essere alle prese con un ambiguo e losco fallimento. Un intrigo che Federico tenterà di sbrogliare grazie al suo impeccabile lavoro ma che paradossalmente finirà per subire dal punto di vista personale. Perché Federico da oltre trent'anni è costretto a combattere con l'ingombrante fantasma di Catena – nome che da sé reca il destino di un'intera famiglia -, la madre “mito” che un bel giorno ha abbandonato lui, sua sorella Lorenza e il loro padre Leandro, per seguire l'amante Jacopo – legato a doppio filo proprio con la famiglia Lamberto -, facendo perdere per sempre le proprie tracce, ma la cui presenza pare ancora suggestionare e segnare l'intera esistenza di tutti e tre i protagonisti.

mercoledì 7 luglio 2010

Mamma Isabella vs Tata

Torpida serata d’estate, sono sul divano con la bambina che respira accoccolata sopra la mia pancia, febbricitante per l’ultimo raffreddore ereditato dalla scorsa schizoide stagione primaverile. Entrambe sudate, io che casco dal sonno e lei con il nasino bordato di rosso, umido di goccioline. Ce ne stiamo davanti alla tv, facendo zapping m’imbatto in questo dinamico reality, “Sos Tata”. Come ogni brava giornalista attenta (e costretta) ad un’informazione generalista, conosco di fama il programma. Ci sono famiglie caotiche con genitori-amebe in perenne ostaggio di figli pestiferi. Poi arriva una specie di baby sitter – qui denominata Tata per un aplomb più dignitoso e professionale del ruolo – e risolve tutti i casini. Insomma una ruspante versione della fantastica Mary Poppins aggiornata ai nostri tempi, ovvero con il curriculum infiorettato di diplomi al posto della borsona magica.

martedì 6 luglio 2010

su LADYMEN/1

Sarà in libreria dal 14 luglio, per Falzea editore, il libro d’inchiesta di Isabella Marchiolo “Ladymen – Una donna racconta le trans” (pgg.160; euro 13). Si tratta della ricognizione in una realtà umana, quella delle persone trans, legata ai mutamenti sociali del nostro Paese, ma ancora riduttivamente abbinata solo allo scenario del degrado e della cronaca nera, soprattutto e in modo deflagrante dopo i recenti scandali sessual-politici.
In questo libro d’inchiesta dal tono inconsueto, a raccontare non solo vicende di cronaca ma soprattutto storie di umanità è un’autrice che vuole sfatare i pregiudizi e superare l’asetticità delle statistiche. Si scoprono così un cambiamento nel rapporto di attrazione “segreto” tra maschi e trans, relazioni contrastanti all’interno della comunità transessuale, ma anche una solidarietà tra chi nasce donna e chi, attraversando la transizione, verrà rimessa al mondo correggendo un errore della natura.