sabato 26 giugno 2010

Un cambio di prospettiva

Lo scorso dicembre è stato pubblicato il mio primo romanzo, “Un giorno come lei”. Lo avevo scritto nel 2007, a breve distanza dai racconti di “Comuni immortali”. Per vederlo diventare un libro ci sono voluti tre anni. Nel frattempo, ho scritto altri due romanzi, che sembra dovrebbero essere pubblicati entrambi tra la fine dell’anno e il 2011 (uno con quasi totale certezza, l’altro con assoluta incertezza sull’editore ma fortissima motivazione mia, il che mi rende irrealisticamente certa di pubblicarlo, in qualche modo).
I tempi decisionali e burocratici dell’editoria mi hanno incastrata in una situazione caotica. Hanno sfasato i miei, di tempi. Hanno creato uno slittamento emotivo e motivazionale tra me stessa e quello che scrivo. La pensavo così, con un po’ di apprensione, quando “Un giorno come lei” è andato finalmente in stampa.

sabato 19 giugno 2010

I padri e il mistero della nascita

In questi giorni ho letto due romanzi sulla paternità, “Le cose fondamentali” di Tiziano Scarpa e “Nel nome del padre” di Gianni Biondillo. Belli entrambi, diametralmente opposti come trama, narrazione e scrittura. Un punto di comunanza emerge però dalla voce dei due scrittori, ed è l’innato mistero dello straniamento del padre di fronte alla nascita di un figlio. Quello che intendo non è la trita e femminista concezione della genitorialità “minore” dell’uomo rispetto alla donna. Mi riferisco al primo impatto maschile con l’apparizione alla vita del figlio.

lunedì 14 giugno 2010

ARANCE E CENERE

(Questo racconto è stato pubblicato sul "Quotidiano della Calabria") 

Il bello di questa città è una cosa a cui di solito nessuno pensa mai. Almeno per me, l’unico lato buono che ho trovato fino ad oggi, in trentadue anni di residenza ininterrotta, è che si può stare sul balcone quasi tutte le sere dell’anno. Non so se questo sia un piacere, un ozio o soltanto una cosa davvero troppo piccola per costituire un vantaggio che bilanci le altre tare.
Comunque, noi abbiamo un mutuo, una casa, e un balcone: una dose di civica felicità, che altrove va distillata con parsimonia e invece qui è elargita in un perenne, munifico benestare climatico.