lunedì 13 dicembre 2010

Tra incanti e passione incontrastata

Posto qui la mia intervista realizzata da Maddalena De Bernardi per Andy Magazine  

"Sono nata a Reggio Calabria nel '74": esordisce così Isabella Marchiolo, giornalista e scrittrice, moglie e madre alle prese con l’avventura di una bambina che cresce e un altro in arrivo. Dopo la laurea in Scienze Politiche, Isabella si lancia nel giornalismo iniziando a scrivere, nel 1997, come corrispondente di un piccolo giornale sportivo per il quale intervista i giocatori della Reggina Calcio, ma dal pallone passa presto alla pallavolo e l’hockey entrando nella redazione de Il Quotidiano della Calabria.
Lavora come redattrice a Matera, dove partecipa alla nascita del Quotidiano della Basilicata: proprio qui, nelle lunghe sere dove silenzio e tempo lasciano ampi squarci per la meditazione nello scenario intriso di magia proprio di questi luoghi, nascono i personaggi che confluiranno nei primi racconti, mentre la scrittura intreccia realtà e immaginazione per calarsi in profondità nell’universo dei sentimenti, dove i confini si mescolano per dare vita al territorio onirico della coscienza.

martedì 16 novembre 2010

Nove dimissioni e mezzo

Ho conosciuto Adele Cambria qualche anno fa a Roma. L’avevo invitata per la presentazione del mio libro di racconti “Comuni immortali” alla libreria Fandango, ma non credevo che quella sera lei ci sarebbe stata, perché la giornalista non era una mia conoscenza diretta e avevo ottenuto il suo numero di telefono da un’amica. Invece la notai subito nella saletta, identica alla fisionomia apparsa in tante interviste televisive – piccola, minuta, con un folto caschetto di capelli che nei servizi Rai erano scuri e adesso sono candidi, con i suoi immensi, accesi occhi chiari. Rimase sino alla fine della presentazione e dopo scambiammo qualche parola. Mi disse che avrebbe letto il libro, che era curiosa.

martedì 19 ottobre 2010

Su LADYMEN/7

Posto (con ritardo) questo articolo-intervista su Ladymen realizzato da Alessandro Rizzo per Rapporto di minoranza


E’ uscito da poco “Ladymen” di Isabella Marchiolo edito da Falzea, un libro di inchiesta su una dimensione umana, quella delle trans, spesso ignorato, oppure proposto dai media sotto l’ottica del pregiudizio e dell’emarginazione. Isabella Marchiolo, da noi intervistata, ha indagato sulla vita umana e l’aspetto sociale di persone che vivono questa condizione, spesso di solitudine, come dipinge la cronaca quotidiana, molte volte nera. Si cerca di abbattere un pregiudizio perché ogni pregiudizio verso l’ignoto è dettato dall’assenza totale di conoscenza.

Su LADYMEN/6

Posto l'articolo-intervista su Ladymen a cura di Claudia Romano, per Gaytv.it

Una donna racconta le trans. È questa la premessa di "LADYmen", libro d’inchiesta dal tono inconsueto, che racconta non solo vicende di cronaca ma, soprattutto, storie di umanità, che potrebbero educare tanti lettori ad uscire da schemi e pregiudizi di cui il mondo transessuale è circondato.
Non solo storie legate alla prostituzione, ma anche racconti di persone che intraprendono un percorso per provare a far coincidere la loro essenza con l'apparenza, o di chi, con una vita familiare tranquilla, decide di iniziare a frequentare le trans per appagare dei bisogni insoddisfatti. Crisalidi che non devono esser solamente note alle cronache per scandali legati al degrado, alla cronaca nera ed alla politica ma esseri umani che al di là della carne, dei tacchi, trucco e tacco dodici hanno un cuore e una dignità che è giusto evidenziare. Professionisti che hanno perso un lavoro, donne nuove con una carriera promettente, icone per un nuovo volto della politica italiana.
Con questo testo, Isabella Marchiolo vuole sfatare i pregiudizi e superare l’asetticità delle statistiche e svela così relazioni contrastanti all’interno della comunità transessuale, ma anche una solidarietà tra chi nasce donna e chi, attraversando la transizione, verrà rimessa al mondo correggendo un errore della natura.

venerdì 17 settembre 2010

Il romanzo incompreso

Continuo a saltabeccare tra le identità di lettrice e scrittrice. Come lettrice cerco storie che mi raccontino qualcosa del mondo e dell’umanità, e che a fine lettura mi lascino dentro qualcosa, non necessariamente consolatoria o rassicurante. Quando scrivo, immagino storie che facciano questo stesso effetto in chi le leggerà. Il senso, la linearità e le implicazioni morali non hanno alcun posto nelle mie valutazioni, che io mi trovi da una parte o dall’altra.
Poi, però, capita che qualcuno – qualcuno che ha letto qualcosa di mio – mi dica (la possibilità di confronti diretti è un privilegio-svantaggio di chi conta su un ristretto parco lettori) le parole più aborrite, e forse anche temute, da un narratore. Dicono, per esempio: ma senti, qual è il significato di questo romanzo? Oppure: cosa hai voluto dire con questo romanzo? Oppure, ancora: ma sai, io certe cose non le ho capite. Sentenza, quest’ultima, dove risuona il fallimento della mia storia e dei miei personaggi.

domenica 15 agosto 2010

LA VENDETTA DEL TIRRENO

(Questo mio racconto è stato pubblicato il 15 agosto sul Quotidiano della Calabria)

«Non mi era mai successo prima… Dio, mi sento così ridicola. Non so neanche come spiegarlo».
«Te lo spiego io. Ci siamo innamorati. Anch’io credevo che il colpo di fulmine fosse una stronzata, però… La sentiamo questa cosa… o no?»
Sì, la sentono, Emma e Mauro. Mentre il languore dell’orgasmo svapora dalla pelle e il respiro s’attenua, sanno che, da questo istante, le loro vite sono cambiate.

«Adesso non ti rivedrò più? Questa era una specie di sveltina d’addio?»
«Non dire scemenze. Tu e io… sì, certo che ci vedremo ancora».
«Tu e io che cosa?»
Nella registrazione, Mauro non risponde alla domanda. Solo dopo, le voci, di lui e della donna, incise nel laser continueranno a girare. Una radiografia misteriosa che si disvela ad Emma, immortalata nella lamina iridescente del cd. Un tormento da reiterare, una condanna denudata che lei potrà infliggersi senza tregua.

venerdì 13 agosto 2010

Su LADYMEN/5

(Questa recensione-intervista di Tonino Nocera su Ladymen è pubblicata su Newz.it)


Gli italiani hanno scoperto, di recente, il mondo trans per alcuni fatti di cronaca che li hanno visti protagonisti. Una realtà complessa che si conosce poco e male: spesso fatta di solitudine, emarginazione, sofferenza. A tal proposito è utile leggere l’ultimo libro di Isabella Marchiolo "LadyMen. Una donna racconta le trans", Falzea Editore (pag.160 € 13,00). Abbiamo posto qualche domanda all’autrice.

martedì 3 agosto 2010

Su LADYMEN/4

(Questa recensione su "Ladymen" di Delia Vaccarello, intitolata "Vita da trans con lo sguardo di una donna", è stata pubblicata il 2 agosto sull'Unità)

Da studente si chiamava Vito. «Sulla porta c’è sempre il suo nome da uomo e mi viene in mente che l’equivalente femminile è Vita». È una delle storie raccolte in "Ladymen" (Falzea editore) di Isabella Marchiolo. A guardare la realtà trans con «occhi di donna» è una «giornalista eterosessuale che vive in Calabria», come dice di sé l’autrice impegnata in una inchiesta che mischia i generi raccogliendo testimonianze, dati, notizie, dichiarazioni e notazioni personali.

lunedì 2 agosto 2010

Il latte della vita

Quando mi capita di incrociare il bestiario dello showbiz (la mia scusante snob è quella classica: certa spazzatura la leggo soltanto dal parrucchiere o in sala d’attesa dal medico), qualche volta rifletto sulla distanza siderale che separa il mondo delle donne vere dall’acquario fluorescente in cui volteggiano le femmine patinate. L’ultima perla di saggezza la apprendo dalla soave attrice Anna Falchi. Incinta di quattro mesi, Falchi preannuncia ai suoi ammiratori che, pur nell’ebbrezza della futura maternità, conserverà il necessario raziocinio e non allatterà il piccolo. Perché non intende rovinarsi il seno.

Su UN GIORNO COME LEI/10

(Questa recensione a "Un giorno come lei", scritta da Eliana Grande e intitolata "Un intreccio di paure e passioni", è pubblicata nel numero di agosto della rivista Bottegascriptamanent)

«Questo romanzo è ispirato alle vite di quelli che scappano, per la fragilità. Di quelli che restano, per il coraggio. E a quelli che nascono, per la vita stessa».
Così scrive Isabella Marchiolo a proposito del suo primo romanzo, Un giorno come lei (Abramo editore, pp. 288, € 15,00). Attraverso i personaggi e le vicende che affiorano dallo snodarsi della narrazione, la giornalista e scrittrice reggina, già autrice di Schermi dell’utopia – glossario dei calabresi nel cinema e Comuni immortali (vincitore del Premio “Anassilaos Giovani”), dà prova di una scrittura dotata, da una parte, di intensa fisicità e dall’altra, di forza introspettiva e capacità di descrivere le varie sfumature psicologiche dell’interiorità umana, femminile in particolare.

giovedì 22 luglio 2010

Su UN GIORNO COME LEI/9

(Posto la recensione di Antonella Falco su "Un giorno come lei")

"Questo romanzo è ispirato alle vite di quelli che scappano, per la fragilità. A quelli che restano, per il coraggio. E a quelli che nascono, per la vita stessa". Ecco spiegato, attraverso le parole dell’autrice, il nucleo profondo di "Un giorno come lei" (Abramo), il primo romanzo di Isabella Marchiolo, che già si era fatta notare con il libro di racconti "Comuni immortali" (Palomar 2006), vincitore del Premio Anassilaos Giovani. La vicenda si snoda intorno alle vite di Federico e Lorenza, due fratelli, lui giornalista, lei avvocato, che dietro un’apparente realizzazione professionale celano un grumo di questioni esistenziali irrisolte.
All’origine di tutto, l’abbandono della madre, Catena, che trent’anni prima ha scelto di lasciare la famiglia insieme all’amante Jacopo. Un’assenza che nel tempo ha finito per proiettare l’immagine di Catena nello spazio atemporale del mito, trasformandone la mancanza in una presenza tanto sotterranea quanto pervasiva nelle vite dei figli a lei indissolubilmente legati da un ambiguo sentimento di attrazione-repulsione.

lunedì 19 luglio 2010

L'aiuto e Via col Vento

“Via col vento”, il mio film preferito, è un film razzista? Ne ebbi contezza anni appredendo anni fa della sesta riedizione italiana dell’opera, nel '77, dove si ascoltava un nuovo doppiaggio in italiano perfetto al posto di quell’indigeno idioma con i borborigmi delle consonanti e i verbi coniugati all’infinito parlato dagli schiavi neri nel film originario.
Avevo visto per la prima volta “Via col vento” quando la Rai si aggiudicò il debutto televisivo del film (frammentato in due prime serate), al quale sarebbero seguiti reiterati passaggi, dalla mia preadolescenza fino ai giorni nostri nelle collocazioni nottambule relegate dopo le 22.30. Ero stata affascinata dal romantico dramma di Rossella e Rhett, dalla bellezza delle scenografie e degli abiti, dall’ambientazione storica (alle medie la storia americana mi piaceva molto). Non avevo mai fatto caso a quella distonia linguistica tra bianchi e neri, o per lo meno la discrepanza non toglieva ai miei occhi tragicità e verosimiglianza alle vicende del film. Riuscivo a commuovermi ogni volta che Mamie, seduta sulla scalinata rivestita di velluto rosso nella villa dei Butler, piangeva raccontando a Melania dell’incipiente follia di Rhett dopo la morte della figlia Diletta. Era toccante anche se Mamie parlava in quel modo, da macchietta del più becero colonialismo.

Su LADYMEN/3

(Questa recensione di Cristina Vercillo su "Ladymen" è stata pubblicata sul Quotidiano della Calabria. Qui il comunicato stampa del libro)

«Io sono l'inverso di quello che mio padre aveva sognato per suo figlio, sono la sua figlia amata al contrario. Sono quello che straripa da una donna, solo che questa donna sono io». Vanessa Mazza, «bella e iperfemminile, tanti capelli e tante forme» spiega così il mistero dell'essere trans, uomini e donne nati in un errore genetico, un tempo bimbi privati della «fanciullesca leggerezza dell¹infanzia, pensierosi, assediati da rovelli irrisolvibili». Sente di essere una donna con la forza di un uomo, in grado di essere tante donne, «una ogni giorno della settimana», con il seno della misura che vuole e del materiale che può permettersi di  pagare. Trentasei anni, italiana di origini brasiliane, non usa tecnicismi e definizioni. In quell'inverso e contrario c¹è tutto un carico di emozioni, sensibilità e umanità nascosto alla collettività dai soliti stereotipi. Il mistero delle trans è nella figura annebbiata impressa sulla copertina di "Ladymen", il libro di Isabella Marchiolo, giornalista di professione e scrittrice per vocazione.

domenica 11 luglio 2010

Su LADYMEN/2

(Questo brano, intitolato "Interno con famiglia e trans", è il prologo del mio libro "Ladymen - Una donna racconta le trans", edito da Falzea e in libreria dal 14 luglio. Qui il comunicato stampa sul libro)

"Tutti noi siamo condannati
A un solitario confino nella nostra pelle, a vita"
(Tennessee Williams)

L’idea era venuta al mio amico Emanuele, in una sera di polverose peregrinazioni sulla mappa consunta dei sabati sera di periferia. La notte prefestiva era acciambellata nelle strade, dentro il riverbero dei fari delle auto e delle insegne di pizzerie e cornetterie, dove le sagome della gente in attesa di entrare o uscire sembravano una sfilata di manichini. Eravamo in cinque, tre uomini e due donne, ed Emanuele propose di andare in piazza stazione a “sfottere i travestiti”.
Non ricordo che anno fosse, adesso lo localizzo nel tempo di quell’età irresponsabile situata a metà tra la fine dell’adolescenza e una maturità ancora in esercizio – età che in Italia, e soprattutto al Sud, può collocarsi in un’anagrafe estensibile dalla fine del liceo ad una degenza universitaria di lunghezza imprecisata.
La coordinata esatta che mi rimane di quell’episodio è che erano apparse le prostitute trans, ed erano l’ultimo innesto in una serra di perversioni sessuali d’avanguardia, come quella già rodata dei travestiti. Iniziavano a vedersi in giro – prima uomini carnevaleschi vestiti da femmine, poi presunte donne dalla fisionomia massiccia, virago esotiche. Quando se ne parlava, come quella sera con i miei amici, ci si domandava che tipo di uomini pagassero per possedere il caos sessuale di quei corpi.

sabato 10 luglio 2010

Due notizie sul corpo delle donne

In questi giorni leggo due notizie che riguardano il corpo delle donne. E non è casuale che siano entrambe sottotesto della nostra capacità procreatrice, la suprema ed esaustiva funzione delle femmine.
La prima notizia è la scoperta di un sistema per calcolare l’età in cui entreremo in menopausa. Insomma, possiamo programmare la sveglia sul nostro orologio biologico, senza temerne l’imprevedibilità. Sarà medicalmente utile? Ma, soprattutto, una simile analisi sarà psichicamente benefica? Penso che, se affidabile, si tratti di una ricerca importante per tutte le donne che rimandano una gravidanza per poi tentare di rincorrerla mentre il famoso orologio sta cronometrando. In realtà, il tempo è un concetto immodificabile. Le ore per svolgere un esame sono sempre quelle statuite, ferme e indifferenti: lo sapevamo dall’inizio, quando i sorveglianti ci hanno dato il via, e cambia poco se iniziamo a scrivere soltanto negli ultimi quindici minuti.

giovedì 8 luglio 2010

Su UN GIORNO COME LEI/8


(Posto la recensione di Raffaello Ferrante su "Un giorno come lei" per booksbrothers.it)

Siamo a sud, in un – volontariamente - imprecisato paesino costiero della provincia italiana, costantemente impregnato di elezioni, corruzione e cronaca nera. Federico, che di mestiere fa il giornalista d'inchiesta per una tv locale, è sulle tracce di uno strano e spinoso intrigo immobiliare. La nota famiglia di costruttori Lamberto – nota anche per le sue non troppo segrete commistioni con la malavita locale -, pare infatti essere alle prese con un ambiguo e losco fallimento. Un intrigo che Federico tenterà di sbrogliare grazie al suo impeccabile lavoro ma che paradossalmente finirà per subire dal punto di vista personale. Perché Federico da oltre trent'anni è costretto a combattere con l'ingombrante fantasma di Catena – nome che da sé reca il destino di un'intera famiglia -, la madre “mito” che un bel giorno ha abbandonato lui, sua sorella Lorenza e il loro padre Leandro, per seguire l'amante Jacopo – legato a doppio filo proprio con la famiglia Lamberto -, facendo perdere per sempre le proprie tracce, ma la cui presenza pare ancora suggestionare e segnare l'intera esistenza di tutti e tre i protagonisti.

mercoledì 7 luglio 2010

Mamma Isabella vs Tata

Torpida serata d’estate, sono sul divano con la bambina che respira accoccolata sopra la mia pancia, febbricitante per l’ultimo raffreddore ereditato dalla scorsa schizoide stagione primaverile. Entrambe sudate, io che casco dal sonno e lei con il nasino bordato di rosso, umido di goccioline. Ce ne stiamo davanti alla tv, facendo zapping m’imbatto in questo dinamico reality, “Sos Tata”. Come ogni brava giornalista attenta (e costretta) ad un’informazione generalista, conosco di fama il programma. Ci sono famiglie caotiche con genitori-amebe in perenne ostaggio di figli pestiferi. Poi arriva una specie di baby sitter – qui denominata Tata per un aplomb più dignitoso e professionale del ruolo – e risolve tutti i casini. Insomma una ruspante versione della fantastica Mary Poppins aggiornata ai nostri tempi, ovvero con il curriculum infiorettato di diplomi al posto della borsona magica.

martedì 6 luglio 2010

su LADYMEN/1

Sarà in libreria dal 14 luglio, per Falzea editore, il libro d’inchiesta di Isabella Marchiolo “Ladymen – Una donna racconta le trans” (pgg.160; euro 13). Si tratta della ricognizione in una realtà umana, quella delle persone trans, legata ai mutamenti sociali del nostro Paese, ma ancora riduttivamente abbinata solo allo scenario del degrado e della cronaca nera, soprattutto e in modo deflagrante dopo i recenti scandali sessual-politici.
In questo libro d’inchiesta dal tono inconsueto, a raccontare non solo vicende di cronaca ma soprattutto storie di umanità è un’autrice che vuole sfatare i pregiudizi e superare l’asetticità delle statistiche. Si scoprono così un cambiamento nel rapporto di attrazione “segreto” tra maschi e trans, relazioni contrastanti all’interno della comunità transessuale, ma anche una solidarietà tra chi nasce donna e chi, attraversando la transizione, verrà rimessa al mondo correggendo un errore della natura.

sabato 26 giugno 2010

Un cambio di prospettiva

Lo scorso dicembre è stato pubblicato il mio primo romanzo, “Un giorno come lei”. Lo avevo scritto nel 2007, a breve distanza dai racconti di “Comuni immortali”. Per vederlo diventare un libro ci sono voluti tre anni. Nel frattempo, ho scritto altri due romanzi, che sembra dovrebbero essere pubblicati entrambi tra la fine dell’anno e il 2011 (uno con quasi totale certezza, l’altro con assoluta incertezza sull’editore ma fortissima motivazione mia, il che mi rende irrealisticamente certa di pubblicarlo, in qualche modo).
I tempi decisionali e burocratici dell’editoria mi hanno incastrata in una situazione caotica. Hanno sfasato i miei, di tempi. Hanno creato uno slittamento emotivo e motivazionale tra me stessa e quello che scrivo. La pensavo così, con un po’ di apprensione, quando “Un giorno come lei” è andato finalmente in stampa.

sabato 19 giugno 2010

I padri e il mistero della nascita

In questi giorni ho letto due romanzi sulla paternità, “Le cose fondamentali” di Tiziano Scarpa e “Nel nome del padre” di Gianni Biondillo. Belli entrambi, diametralmente opposti come trama, narrazione e scrittura. Un punto di comunanza emerge però dalla voce dei due scrittori, ed è l’innato mistero dello straniamento del padre di fronte alla nascita di un figlio. Quello che intendo non è la trita e femminista concezione della genitorialità “minore” dell’uomo rispetto alla donna. Mi riferisco al primo impatto maschile con l’apparizione alla vita del figlio.

lunedì 14 giugno 2010

ARANCE E CENERE

(Questo racconto è stato pubblicato sul "Quotidiano della Calabria") 

Il bello di questa città è una cosa a cui di solito nessuno pensa mai. Almeno per me, l’unico lato buono che ho trovato fino ad oggi, in trentadue anni di residenza ininterrotta, è che si può stare sul balcone quasi tutte le sere dell’anno. Non so se questo sia un piacere, un ozio o soltanto una cosa davvero troppo piccola per costituire un vantaggio che bilanci le altre tare.
Comunque, noi abbiamo un mutuo, una casa, e un balcone: una dose di civica felicità, che altrove va distillata con parsimonia e invece qui è elargita in un perenne, munifico benestare climatico.

lunedì 3 maggio 2010

su UN GIORNO COME LEI/7

(Posto qui la recensione di Nunzio Festa a "Un giorno come lei" per Books and other sorrows)

La giornalista reggina Isabella Marchiolo esordisce nel vasto campo del romanzo intonando una melodia dal tono classico e nobile; ma nobili e classiche sono melodia e accenti: alla maniera che si rivolge alla direzione più popolare che possa esserci. Soprattutto per questo motivo, dunque, “Un giorno come lei” è proprio un bel dono da donare a chi resta al Mezzogiorno e a chi decide di togliere anime dalle tendopoli antiche nate e vissute dalla cultura dei popoli.

venerdì 12 marzo 2010

Su UN GIORNO COME LEI/6

(Pubblico la recensione di Francesco De Filippo a "Un giorno come lei", pubblicata sul notiziario libri dell'Ansa: "Le donne del Sud nell'esordio della Marchiolo")

Un'imprecisata città dell'Italia meridionale, sul mare, e tante donne, diverse per età, carattere, aspirazioni, vissuti. La trama inganna: solo apparentemente il protagonista è Federico, ostinato cronista di una tv locale. In realtà, leggendo 'Un giorno come lei', il primo romanzo di Isabella Marchiolo, si ha l'impressione che il Sud sia un luogo dove la storia la facciano davvero le donne. Sia in famiglia, dove s'impone la loro capacità, nel bene e nel male, di determinare destini, che negli affari, quelli, in particolare, dove il confine fra legalità e criminalità è ormai sbiadito. 

martedì 9 marzo 2010

Su UN GIORNO COME LEI/5

(Posto qui la recensione-intervista di Rossella Montemurro su "Un giorno come lei", pubblicata sul blog di Stefano Donno)

La famiglia rifugio, nido sicuro, àncora di salvataggio nei momenti critici. Dimenticate tutto questo: dopo la lettura di “Un giorno come lei” (Abramo, collana Le Onde) di Isabella Marchiolo, del concetto classico di famiglia rimarrà un ricordo sbiadito. C’è una madre, Catena, che ha deciso di fuggire e a causa del suo “colpo di testa” dettato dal coraggio o dall’incoscienza di inseguire quello che crede essere il “vero amore”, ferisce in modo irreparabile il marito e i due figli,Lorenza e Federico. Due giovani vite, queste ultime, che si troveranno a fare i conti con un dolore probabilmente mai affrontato del tutto, tanto da rimanere imprigionate in una condizione, essenzialmente psicologica, di perenne “sospensione”:

venerdì 5 marzo 2010

Guida pratica all'8 marzo

Stavo giusto pensando con massimo tedio di avere, come donna, un obbligo morale di scrivere qualcosa sull’8 marzo, quando, nella riunione di redazione, una collega annuncia un servizio sul “vademecum dei diritti delle donne” presentato da una commissione pari opportunità calabrese. Anzi no, la collega ne parla come di una sorta di “guida pratica dei diritti”. Prima mi viene da sorridere perché entrambe le definizioni sono, involontariamente, comiche. Immagino un post-it scribacchiato sul frigorifero. Guida pratica ai miei diritti: chiedere aiuto a un uomo per la benzina al distributore automatico; obbligare il mio compagno a sterminare i ragni sul soffitto; rivendicare una crisi isterica quando lui sparge il detersivo in polvere sul pavimento del bagno; eccepire il mal di testa quando non ho voglia di far l’amore.

mercoledì 17 febbraio 2010

La minoranza dei fessi

Su “Il primo amore” trovo e leggo le riflessioni di Elsa Morante dopo la fucilazione di Mussolini. E c’è questo passaggio che mi mette i brividi: “Il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto”.

mercoledì 10 febbraio 2010

Su UN GIORNO COME LEI/4

Questa recensione di Francesca Viscone su "Un giorno come lei" è stata pubblicata il 7 febbraio 2010 sul Quotidiano della Calabria. Qui l'incipit del romanzo




«Il marciapiede è un mosaico di pietre a cubi contigui, con un effetto tridimensionale che disturba l’occhio». Ho cominciato a leggerlo come un libro. E ho finito guardandolo come un film. Scena dopo scena, a camminare su quel marciapiede, a perdermi dietro fughe e pedinamenti, c’ero io. Il filo del racconto si dipanava davanti ai miei occhi con realistica plasticità. 

giovedì 14 gennaio 2010

Su UN GIORNO COME LEI/3

E' stato pubblicato, per Abramo editore, il mio romanzo "Un giorno come lei". Qui l'incipit del romanzo; di seguito l'annuncio dell'uscita del libro, che si può acquistare in libreria e qui





E’ in libreria per Abramo editore il nuovo titolo della collana di narrativa contemporanea “Le onde”, diretta da Mauro Francesco Minervino e Mario Desiati. Si tratta di “Un giorno come lei”, primo romanzo di Isabella Marchiolo dopo l’antologia di racconti “Comuni immortali” (Palomar).

mercoledì 13 gennaio 2010

Rosarno, l'istinto e l'odio

Ho aspettato qualche giorno per scrivere di Rosarno. Ero (e lo sono ancora) trattenuta dal timore della banalità e del moralismo, di scivolare in argomentazioni buoniste o nel male opposto del progressismo ad oltranza. Soprattutto mi ha frenato il rischio di un beato commentario a “distanza di sicurezza”. Facile parlare di razzismo quando non è a te che hanno distrutto l’auto nuova, quando non è sotto casa tua che sta sfilando gente inferocita che brandisce spranghe e bastoni e parla in una lingua incomprensibile. E quando non capisci, hai ancora più paura.

sabato 9 gennaio 2010

Chi legge viene letto

Notizie fresche dalla Repubblica delle Lettere. Si presenta (al mercato, ai lettori e agli aspiranti scrittori) una neonata casa editrice. Quasi subito poi si scopre che tanto neonata non è, essendo la reincarnazione di un marchio già esistente, tramutato nel titolo di una delle collane in catalogo.