martedì 7 agosto 2018

Dalla vergogna alla gogna degli haters


E' dura vivere nell’era dei social se non hai un aspetto fisico che rientra nei canoni della bellezza mediaticamente statuita. La lingua inglese, forse per la sua immediatezza, ha maggior efficacia della nostra: “body shaming”, cioè vergogna del corpo, restituisce subito l’essenza della gogna a cui su internet vengono sottoposti tutti coloro che mostrano sui social difetti e imperfezioni, anche minimi. Sono quasi sempre donne. Basta non essere magrissime e pure sexy e pure con le tette grosse e sode e con il culo marmoreo, e subito scatta la pubblica umiliazione. Che è terribile, spietata, come non ci si immaginerebbe da qualcosa che, in fondo, arriva dallo schermo di un pc o un telefono. Invece la portata di quest’odio virtuale è enorme: quasi uno sfogo onnipotente di cattiverie, colpi bassi e rabbia astiosa che sfiatano dietro la protezione di un account falso o una foto-profilo mendace.

venerdì 15 giugno 2018

L'animale femmina

Ho letto “L’animale femmina” di Emanuela Canepa in un giorno e mezzo. Anzi, mezzo e uno: i primi capitoli in mezza giornata, poi, quando è entrato in scena Ludovico Lepore, ho dovuto proseguire fino all’ultima pagina senza potermi fermare. Perché l’anziano e coltissimo avvocato è un personaggio che cattura e non molla.

giovedì 7 giugno 2018

L'ultima notte di Antonio Canova

L’imperatore della ragione di stato, il geniale artista conteso dalle corti europee, la giovanissima sposa immolata al ruolo di fattrice per il trono di Francia. “L’ultima notte di Antonio Canova”, terzo romanzo di Gabriele Dadati edito da Baldini+Castoldi, è la storia di un triangolo amoroso e seduttivo, che inizia dalle fonti storiche per poi addentrarsi nella materia inafferrabile dell’animo umano, dove verità, ipotesi e teorie restano affidate alla potenza creativa della letteratura.

martedì 22 maggio 2018

Premi della vergogna


Dopo l’annullamento del Nobel per la letteratura, molti amici scrittori sono insorti rivendicando, giustamente, la separazione tra arte e vita dell’autore. Perché se è vero che il provvedimento dell’Accademia svedese è stato motivato con una stigmatizzazione di personaggi che siedono nella giuria e sono stati accusati di molestie sessuali, è altrettanto vero che tanti premi letterari nel tempo sono stati assegnati a scrittori che, oltre la magnificenza delle loro pagine, non brillavano per onestà. Alcolismo e droga, violenza sessuale e non, tradimenti, abbandono della famiglia, costellano la biografia di molti eccelsi romanzieri: da Rimbaud a Bukowski, da Fitzgerald a Raymond Carver.
Genio e sregolatezza, i “maledetti” che traggono dalla dissolutezza la linfa stessa della loro arte. Da qui la levata di scudi: le nefandezze private non possono giustificare, in nome della morale, un’esclusione dall’Olimpo delle Lettere che, implicitamente, insieme all’autore nega grandezza all’opera.