giovedì 14 febbraio 2019

La memoria dei corpi

Questa mia recensione al romanzo "La memoria dei corpi" di Marina Di Guardo, edito da Mondadori, è stata pubblicata oggi sul Quotidiano del Sud (la foto usata nel post è di Cosimo Buccolieri)


Marina Di Guardo è bella, bionda e angelica come una fata. Ma da lei non aspettatevi vicende amorose al miele o drammoni sentimentali. No, questa raffinata signora dai lineamenti perfetti scrive thriller, e per di più a tinte forti. Il nuovo romanzo “La memoria dei corpi”, edito da Mondadori, è al cardiopalma ma lo si scoprirà soltanto arrivando all’ultima pagina, quando tutto ciò che sembrava chiaro verrà ribaltato con effetto scossa elettrica. Le atmosfere sono da attrazione fatale: Giorgio, avvocato solitario e deluso dalle donne è sedotto dalla misteriosa Giulia sullo sfondo di un inquietante fatto di cronaca, la scomparsa di alcune ragazze in un centro della provincia piacentina.

martedì 12 febbraio 2019

Dirty Dancig il Musical

Questa mia recensione al musical Dirty Dancing è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud

COSENZA – Tutti pazzi per i balli proibiti di Baby e Johnny, con gradimento trans-generazionale che unisce il pubblico dagli “enta” in su nel segno della nostalgia. Perché Dirty Dancing, al di là incassi, premi e record, è soprattutto una fotografia cinematografica del “come eravamo”, sia sullo schermo - l’ambientazione temporale è il crepuscolare 1963 americano – che per gli spettatori affettivamente legati al film, i quali all’epoca erano adolescenti o giovani appena affacciati nell’età adulta. 

Un'estate fa

Questa mia recensione allo spettacolo "Un'estate fa" con Claudia Gerini e Solis String Quartet è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud


COSENZA – Dedicato a chi ha vissuto e conservato tutto, ha preso schiaffi , non ha mai inseguito la giovinezza e, proprio per questo, vecchio non diventerà mai. E’ il testamento poetico del Califfo, che apre “Un’estate fa”, recital in musica dedicato a Franco Califano con Claudia Gerini, andato in scena al teatro Rendano di Cosenza per la rassegna di L’Altro Teatro. Artista sregolato, amante passionale e vagabondo, personaggio controverso. Il Califfo lo si odia o lo si ama, come la sua Roma vecchia di storia e glorie ma eternamente bella, un marchio identitario condiviso con Gerini, qui interprete orgogliosamente terrena e profana: i santini sarebbero stati fuori luogo - “Non escludo il ritorno” volle far incidere il cantautore sulla propria tomba, epitaffio molto poco mistico e invece sornione, strafottente come una pernacchia in faccia ai benpensanti. 

lunedì 11 febbraio 2019

Giocando con Orlando

Questa mia recensione allo spettacolo "Giocando con Orlando" con Stefano Accorsi è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud (immagine tratta da corriereromagna.it)


COSENZA – «Credo che un attore, recitando, debba trasmettere quello che pensa e i valori in cui crede. Io lo considero il grande privilegio del mio lavoro». Al Rendano di Cosenza nel cartellone della rassegna di prosa di “L’altro teatro”, Stefano Accorsi ringrazia così per il premio Agis-Anec ricevuto da Rosario Branda, direttore cosentino di Confindustria, e Giuseppe Citrigno, presidente regionale Anec e direttore di Calabria Film Commission. Il riconoscimento è stato consegnato al termine dello spettacolo “Giocando con Orlando”, durante l’ovazione finale della platea interamente conquistata dalla performance di Accorsi. «Mi raccomando, continuate così… non smettete mai di andare al cinema e al teatro», è stato il suggerimento dell’attore, protagonista gradevolissimo di due ore di assolo con una full immersion appassionata nella saga epica di Ariosto. I cavalieri, l’arme e gli amori. Le donne che, sempre e soltanto loro, per condanna perenne sono vittime sacrificali di mostri e feroci animali, ma anche oggetto inerme dei desideri prepotenti degli uomini. Per una volta, spiega il menestrello Accorsi, vorremmo trovare non una fanciulla ma un giovinetto prigioniero di una rupe ad aspettare lo strazio.